Rimedi naturali e e erbe officinali in erboristeria
Negli anni a seguire, proprio a causa di scoperte scientifiche rivoluzionarie come l’aspirina o i primi antibiotici preparati in laboratorio, le conoscenze erboristiche sono state accantonate e relegate nell’angolo dei nostalgici. Il fascino del farmaco di sintesi, come un ciclone ha travolto tutti, mandando in soffitta conoscenze millenarie di erbe officinali e rimedi naturali.
Oggi vi è chi auspica un ritorno alla natura, rivolgendo la propria attenzione a prodotti sicuri, certificati, ed assolutamente naturali. Anche lo studio delle piante medicinali si è avvalso di tecniche moderne, in grado di conoscere i principi attivi presenti, gli effetti benefici sull’organismo, gli eventuali effetti collaterali, senza isolare un principio attivo ma mantenendo il fitocomplesso, poiché è stato visto che la pianta agisce bene quando tutti i principi attivi presenti sono insieme e si combinano tra di loro, come elementi di una orchestra perfettamente armonizzati. C’è anche grande attenzione alle discipline orientali, alla filosofia Zen giapponese, alla medicina indiana, l’Ayurveda, alla Medicina Cinese.
Rispetto all’Occidente queste pratiche mediche vengono definite olistiche, cioè non curano l’organo o il sintomo ma cercano le cause della malattia in tutto l’organismo, soprattutto a livello mentale, e poi, per la risoluzione del problema, utilizzano solo principi attivi naturali e pratiche di massaggio, meditazione e giusta alimentazione.
Le piante medicinali che oggi possiamo utilizzare per il nostro benessere sono più numerose che nell’antichità poiché, via via nel corso degli anni, si sono affiancate a piante tradizionali mediterranee ed occidentali piante nuove, provenienti dall’Asia, dal continente Americano, dall’Australia. In passato le piante officinali venivano utilizzate sotto forma di decotti, infusi o impiastri mentre oggi possiamo scegliere questo tipo di preparazioni oppure utilizzare formulazioni in gocce, capsule, tavolette, nelle quali il fitocomplesso è titolato e standardizzato. Questo ci assicura che i principi attivi presenti sono sempre gli stessi e così anche il dosaggio necessario.
Tra le piante classiche conosciute fin dall’antichità, coltivate spesso nei giardini e negli orti dei conventi, abbiamo il tarassaco, la malva, la menta, l’ aglio.
Anche la malva è presente in tanti orti e giardini. Le sue foglie ed i suoi fiori, ricchi di mucillagini, hanno proprietà antinfiammatorie , leggermente lassative, anticatarrali, antitussive. Contiene vitamina A, B, C,E e carotene.
La menta é una pianta infestante e resistente; le sue foglie sono ricche di olio essenziale nel quale è presente mentolo. Possiede proprietà espettoranti, carminative ( cioè aiuta ad eliminare gas da stomaco ed intestino ) e digestive.
Un bulbo dalle proprietà impareggiabili è l’aglio. Sempre oggetto di studi scientifici è uno de più potenti battericidi naturali oltre che antisettico, espettorante, ipotensivo. Migliora la circolazione sanguigna e la depurazione del sangue. La tradizione popolare gli attribuisce anche proprietà afrodisiache!
Infine la rosa canina, ricca fonte di vitamina C, da sempre utilizzata nei periodi invernali contro le malattie da raffreddamento, anche per scopo preventivo.
Le piante “nuove”, che non appartengono alla nostra medicina tradizionale, hanno nomi esotici come rodiola rosea, Camelia sinensis , schisandra, ashwaganda, açai. Vediamo insieme da dove provengono e quali sono i loro usi tradizionali.
Rodiola rosea è una pianticella tenace e resistente che nasce nell’ambiente freddo ed inospitale della Siberia. Tenacia e resistenza che ci vengono trasmesse al momento che si assumono integratori a base di rodiola. In termini scientifici rodiola è un adattogeno, che migliora la resistenza e l’adattamento del nostro organismo ai periodi di stress prolungato, moderando sintomi fisici come bruciore di stomaco e contratture muscolari, e sintomi psicologici quali insonnia o ansia.
Schisandra e ashwaganda possiedono entrambe proprietà adattogene. Schisandra trova le sue origini in Cina nord-orientale ed in Corea. Oltre all’attività adattogena sembra migliori la funzionalità epatica, favorendo l’aumento dei livelli di glutatione ridotto. Ashwaganda, nota anche come ginseng indiano, viene considerata dalla medicina tradizionale indiana un buon rimedio anche contro i disturbi sessuali, l’insonnia, la bronchite, l’asma e l’ulcera.
Di Açai si parla davvero da poco tempo. Proviene dalla Foresta Amazzonica, è un eccellente antiossidante e la sua ricchezza di fibre ne fa un prodotto utile anche nelle diete per il controllo del peso ponderale. Dalla foresta amazzonica provengono anche piante più conosciute quali, catuaba, muira puama,suma, tutti considerati, dalla medicina tradizionale del paese d’origine ottimi rimedi nella stanchezza sessuale, afrodisiaci capaci di risvegliare il desiderio anche nei casi più disperati.
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