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venerdì 29 novembre 2013

Herpes Labialis: proteggiamo le nostre labbra

Herpes Labialis: proteggiamo le nostre labbra - EsseredonnaonlineCon la consulenza del Professor Giuseppe Monfrecola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
Alzi la mani chi non ha avuto, almeno una volta nella vita, la cosiddetta ‘febbre sulle labbra’, magari poco prima di un’occasione importante, in cui si vorrebbe essere impeccabili. Ben pochi sono stati così fortunati da non averci mai dovuto fare i conti. Si tratta, infatti, di un disturbo molto comune, che risparmia solo una persona su 10 nella fascia tra i 20 e i 40 anni. È non è solo un fastidioso inestetismo, ma la manifestazione più o meno ricorrente di un’infezione cronica causata da un virus, nella maggior parte dei casi l’herpes simplex di tipo I (HSV-1), più raramente l’herpes simplex di tipo II (HSV-2, principale responsabile dell’herpes genitale).
“Il contagio avviene in genere durante l’infanzia e il virus si trasmette per via orale e per contatto diretto con la bocca o la saliva di una persona infetta, tipicamente attraverso un bacio, oppure in modo indiretto tramite oggetti contaminati, come bicchieri, posate o un rossetto” spiega il professor Monfrecola. “In casi per fortuna rari, il bambino, entrando in contatto col virus, può avere un’eruzione erpetica primaria, cioè un’iper-reazione caratterizzata da malessere generale, febbre e una comparsa massiccia delle tipiche vescicole sulle labbra e di lesioni sulla mucosa del cavo orale, che possono ostacolare non poco la deglutizione. La maggior parte delle volte, però, si viene infettati senza accorgersene e il contagio è del tutto asintomatico”.

Latte e salute femminile

benefici del latteÈ l’alimento per eccellenza collegato all’identità femminile e alla maternità. Eppure sempre più spesso il latte – anche sotto forma di derivati – è presente in quantità insufficienti nella dieta delle donne. Colpa di fattori diversi: prima di tutto uno stile di vita sempre più frenetico, con la colazione consumata velocemente al bar e poco tempo per fare una spesa ragionata. Ma colpa anche di una cultura esasperata del tenersi in forma che ha diffuso l’idea – non del tutto sbagliata – che i latticini siano alimenti iper-calorici, spesso responsabili dei temutissimi chili in eccesso.
Come sempre accade quando la questione viene radicalizzata, anche in questo caso l’eccesso di precauzione sta portando a una deriva del comportamento alimentare. Ovvero a squilibri nutrizionali e in particolare a diete sempre più povere di calcio, di cui latte & co sono una fonte privilegiata. Alcune ricerche americane hanno stimato che meno del 33% delle donne tra i 18 e i 74 anni assume quantità di calcio adeguate. E si scende addirittura sotto il 25% per le donne over 35. A questi dati bisogna sommare il fatto che dopo i 60 anni diminuisce la capacità intestinale di assorbire il minerale, e che i cambiamenti ormonali dovuti alla menopausa determinano una più accentuata perdita di calcio nelle ossa.