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venerdì 29 novembre 2013

Pillola del giorno dopo

La pillola del giorno dopo o contraccezione di emergenza è una forma di controllo della fertilità che può essere utilizzata solo occasionalmente (quindi non si tratta di un metodo contraccettivo vero e proprio) ma che evita di dover ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Essa si basa sulla conoscenza che esiste un periodo detto di pregestazione che va dalla fecondazione all’i mpianto dell’ovulo, durante il quale l’uovo fecondato può essere intercettato. Tutte le donne in età feconda, comprese le adolescenti ne possono fare uso senza alcun rischio (a meno che non abbiano controindicazioni specifiche note verso i componenti). L’efficacia è tanto più alta quanto prima si inizia l’assunzione della pillola dopo il rapporto a rischio, possibilmente a distanza di 12 ore ed entro e non oltre le 72 ore. La contraccezione di emergenza non viene fornita dal Servizio Sanitario Nazionale e richiede la ricetta medica. Può essere richiesta anche da una minorenne al medico curante, al Consultorio della propria zona o della zona di un’amica, alla Guardia Medica o all’Ospedale in caso i Consultori siano chiusi. Il personale è tenuto al segreto professionale e deve considerarla una prescrizione d’urgenza, poiché il ritardo espone a un rischio maggiore di una gravidanza indesiderata. La visita ginecologica non è obbligatoria. Può essere richiesto un test di gravidanza. ll metodo oggi utilizzato con maggiore frequenza è quello che utilizza due compresse a basso dosaggio di ormone progestinico (levonorgestrel o etinilestradiolo), da assumersi a distanza di 12 ore una dall’altra ed entro, non oltre, le 72 ore dal rapporto ritenuto a rischio. La contraccezione di emergenza può essere ottenuta anche grazie all’inserimento di uno IUD (dispositivo intrauterino o spirale) con un filamento di rame. Questo metodo non è tuttavia sconsigliato alle adolescenti.

Pesce crudo: istruzioni per l’uso

Come riconoscere se il rombo che stai per acquistare al banco del pesce è davvero fresco? Quali caratteristiche deve avere un branzino appena pescato? Quali accorgimenti è bene seguire per portarsi a casa un prodotto davvero fresco? Ecco qualche consiglio…
 
RISCHIO IN AGGUATO – A CASA
Nel caso di consumo di pesce crudo o non completamente cotto, il prodotto dovrebbe essere preventivamente congelato per non meno di 96 ore a una temperatura di -18° C, nel congelatore di casa contrassegnato con alme.

RISCHIO IN AGGUATO – AL RISTORANTE
Sushi & sashimi non vi lasciano tranquilli? Esiste un obbligo di legge che prevede che i ristoratori debbano preventivamente congelare il pesce a una temperatura inferiore a -20° per almeno 24 ore, prima di somministrarlo crudo.
 INFORMAZIONE AL BANCO DEL PESCE
Un decreto del Ministero della Salute ha reso obbligatorio anche per chi vende pesce l'esposizione di un cartello informativo sul corretto utilizzo di prodotti ittici, se destinati al consumo a crudo.
IDENTIKIT DEL PESCE FRESCO
Occhio “bombato” (convesso), cornea trasparente e pupilla brillante e nera sono il primo indice di freschezza. La carne appare compatta ed elastica, la pelle lucida e di un colore vivo, con squame aderenti. Il muco cutaneo è acquoso e trasparente. La membrana che ricopre la parte addominale aderisce perfettamente alla carne.
 I PERICOLI DEL PESCE CRUDO
Il pesce crudo può essere all’origine dell’infestazione da Anisakis, un parassita che si sviluppa nei mammiferi marini e, a completamento del suo ciclo biologico, può arrivare ad annidarsi nella cavità addominale dei comuni pesci da banco. Se i prodotti infestati vengono consumati crudi o poco cotti, i parassiti possono trasmettersi all'uomo, con conseguenze anche gravi a livello gastroenterico.