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venerdì 29 novembre 2013

È allarme Energy Drinks fra gli adolescenti

Allarme energy drinks - esseredonnaonlineNon è un luogo comune ciò che si sente ripetere spesso: fare i genitori è uno dei mestieri più difficili del mondo. E oggi lo è forse ancora di più. Alle tante preoccupazioni “storiche” a carico delle mamme e dei papà dei ragazzi, da qualche anno se ne sta aggiungendo una nuova: l’allarme energy drinks. Approfondiamo l’argomento con il dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano.
Energy drinks e soft drinks: qual è la differenza? Si può dire che siano due facce della stessa medaglia? Questi due inglesismi sono molto impiegati oggi, tanto che fanno ormai parte del lessico corrente. I “soft drink” sono le comuni bibite dolci ed eventualmente gassate; gli “energy drink”, come suggerisce il termine, sono bevande finalizzate a dare carica, sensazione di forza, instancabilità e potenza. Le prime sono entrate ormai da decenni nell’uso familiare, così  che sembra ormai scontato dimostrarne un’assunzione eccessiva da parte dei bambini sovrappeso e obesi. Gli energy drink si sono affacciati in tempi più recenti, ma hanno fatto presa rapidamente grazie a politiche commerciali e pubblicitarie aggressive: contengono sostanze stimolanti quali caffeina, taurina, guaranà, ginseng e niacina. In effetti, questa moda trae spunto proprio dal mondo dello sport, in cui da sempre la ricerca della forma fisica attraverso integratori e sostanze naturali è un obiettivo perseguito sin dai ragazzi alle prime armi, che mirano a raggiungere proprie mete, se non a diventare veri atleti professionisti. Soft ed energy drink, dunque, si declinano in due fenomeni paralleli e non complementari, che devono essere ulteriormente distinti dall’abuso di bevande alcoliche, che è una terza problematica. Va poi sottolineato che la normativa italiana è più rigorosa sul contenuto di caffeina, dato che in una lattina da 250 ml non si devono superare gli 80 mg, pari a una tazzina di caffè.