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lunedì 2 dicembre 2013

L'amico asiatico che rinforza le difese

L'amico asiatico che rinforza le difeseDa solo o assunto assieme al succo d'uva il fungo tibetano Cordyceps è una straordinaria fonte di energia per combattere la stanchezza novembrina
Per contrastare la mancanza di forze che spesso ci coglie in questi momento dell’anno, occorre anzitutto “fare il pieno” di agenti protettivi. Un valido aiuto ci viene dalle montagne himalayane, dove all’altezza di oltre 4000 metri cresce un fungo particolare, chiamato Cordyceps sinensis, che puoi trovare sotto forma di integratore nelle migliori erboristerie. Secondo la leggenda, i pastori tibetani notarono che le capre che mangiavano questo fungo poi erano più forti e resistenti alla fatica. Lo provarono e ne scoprirono l’efficacia, che poi fu divulgata in tutta la Cina, tanto che il Cordyceps diventò una medicina riservata alla famiglia imperiale. Gli studi moderni hanno confermato che questo fungo tibetano contiene sostanze che danno forza e resistenza all’organismo, perché migliorano l’ossigenazione delle cellule. Inoltre il Cordyceps aiuta la respirazione e la circolazione del sangue, stimola l’attività renale e anche quella sessuale.
Ti serve perché:
- Combatte la debolezza
Il Cordyceps accresce l’energia psicofisica e la capacità di affrontare gli sforzi. Riduce la stanchezza e accorcia le convalescenze.
- Previene le infezioni
Questo fungo tonifica anche il sistema immunitario, con un’azione di scudo contro infreddature e influenze.
- Protegge le arterie
Grazie all’azione antiossidante, il Cordyceps aiuta a prevenire la formazione delle placche responsabili dell’arteriosclerosi.

Prendilo per 2 mesi, depura e rigenera l’organismo

Gli estratti di Cordyceps sinensis si trovano nelle erboristerie sotto forma di compresse, capsule o polvere del fungo. Salvo diverse indicazioni, si assumono 1-2 capsule 2 volte al giorno per 2 mesi. Nella prima fase il fungo svolge un’azione depurativa, poi rinforza l’organismo e cura i disturbi. Se vuoi, puoi abbinarlo al succo d’uva, ricco di vitamina C, che favorisce l’assorbimento dei polisaccaridi del fungo e potenzia l’immunità.

Scaccia i reumatismi con questi amici naturali


Scaccia i reumatismi con questi amici naturaliEsistono estratti vegetali molto efficaci per contrastare e prevenire la debolezza osteoarticolare: scopri quali sono e come puoi utilizzarli al meglio
I reumatismi sono causati da processi infiammatori a livello osseo, articolare o del tessuto del connettivo e nel tempo possono diventare cronici. Ma in questa stagione i dolori d’origine infiammatoria sono aggravati dall’affaticamento circolatorio favorito dalla dieta ricca di grassi e zuccheri: i sostanziosi cibi autunnali, possono riempire sangue e linfa di tossine che l’organismo non riesce a smaltire e che si depositano nelle cartilagini, infiammandole. Per ridurre il dolore, per prima cosa bisogna depurare ossa e tessuto connettivo e poi intervenire con le erbe analgesiche.
Per prevenirli, usa la spirea
Se in autunno i dolori reumatici sono frequenti, prendi l’abitudine di sostituire al tè normale quello di spirea ulmaria, erba dalle spiccate proprietà antireumatiche. Metti in infusione in 250 g circa di acqua bollente un cucchiaino di spirea (foglie essiccate). Servi l’infuso con un pizzico di menta piperita e, se si vuole, dolcificato con un cucchiaio di miele di tiglio, che ha una marcata azione calmante. La dose consigliata  di due tazze al giorno anche per 2-3 mesi.
Con l’angelica purifichi sangue e linfa
Per stimolare la circolazione e drenare le scorie acide più infiammanti, versa 4 gocce di olio essenziale di angelica nell’acqua della vasca da bagno. Occorre rimanere immersi nell’acqua con l’olio essenziale di angelica per circa 20 minuti, poi avvolgersi in un telo caldo rimanendo distesi per altri 15, in modo da favorire la sudorazione.
Scegli le erbe decongestionanti
Quando il dolore reumatico ha ormai preso piede, due sono le piante da preferire per il loro effetto analgesico e sfiammante: lo zenzero e l’estratto di salice bianco.
Per proteggerti dall’umidità Versa 4 gocce di olio essenziale di zenzero in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggia le zone infiammate con un leggero movimento circolare. In alternativa aggiungi alla miscela un po' di argilla in polvere, mescolando fino a ottenere una pastella da applicare sulla pelle e da ricoprire con una pezza di cotone. Tieni in posa 30-40 minuti e risciacqua con acqua tiepida.
Per ridurre anche il gonfiore
Affidati al salice bianco, indicato in caso di dolori ossei e articolari acuti e cronici, soprattutto se all’infiammazione si abbina il gonfiore. Il salice bianco si assume sotto forma di estratto secco, una compressa da 40 mg 3 volte al giorno, per tre mesi. Esiste anche una formulazione in tintura madre, con effetto disintossicante: bevi 50 gocce diluite in un bicchiere d’acqua 2 volte al giorno, per tre mesi. L’assunzione va evitata in caso di insufficienza epatica e renale, in gravidanza e durante l’allattamento.

Addio cistiti e bruciori con il mandarino


Addio cistiti e bruciori con il mandarino
Delicato e stimolante, l'olio essenziale di questo agrume amico dei reni spazza via le scorie fisiche e psichiche che infiammano e indeboliscono l'organismo
Umido, freddo e nebbioso, novembre è un mese di stasi, di calo del fuoco vitale. La terra si inzuppa d’acqua perché i semi deposti nei campi possano assorbire gli elementi necessari per dare inizio a un nuovo ciclo vitale. Ora anche la “terra” del nostro corpo è alle prese con il rinnovamento dei liquidi, un compito che mette in primo piano i reni, che per la medicina cinese sono i custodi dell’energia ancestrale. Non a caso è proprio quest’organo, assieme al surrene,  ad essere così importante in novembre, il vero artefice del benessere autunnale: se funziona “a regime” ci aiuta ad affrontare al meglio i cambiamenti climatici e fisiologici. Proprio per questo se nelle settimane fra novembre e dicembre ti senti sempre stanco e poco motivato, se soffri di ritenzione idrica e infiammazioni alla vescica, insonnia o sonnolenza continua, è segno che la tua energia renale è in difficoltà.
L’agrume amico dell’apparato renale
Per tonificarci e ritrovare l’energia necessaria, questo mese possiamo contare sull’olio essenziale di mandarino
: le sue proprietà antisettiche e drenanti combattono le infezioni urinarie e migliorano la circolazione linfatica, promuovendo il riassorbimento dei liquidi in caso di ritenzione idrica. La sua essenza rivitalizzante ha un effetto benefico anche in caso di sindrome premestruale, insonnia, ansia e depressione che spesso accompagnano il “vuoto di rene”. In generale, l’olio essenziale di mandarino combatte la tendenza ad ammalarsi, che coi primi freddi intensi si fa sentire…
Come si utilizza
Per prevenire i disturbi da “vuoto di rene”, per un mese regalati un quotidiano massaggio al mandarino: versa 6 gocce di olio essenziale di mandarino in 2 cucchiai di olio di jojoba e massaggia delicatamente l fascia renale, i polsi e le caviglie.

sabato 30 novembre 2013

Come le api potrebbero diagnosticare in tempo i tumori


api cancro cover
Cancro, l'unica vera arma a nostra disposizione è la prevenzione, accanto alla possibilità di scoprire in tempo la presenza della malattia. Le api, tra gli insetti più intelligenti presenti sul nostro pianeta, potranno salvarci la vita. Sappiamo che sono proprio le api le prime ad essere in pericolo, a partire dall'impiego di pesticidi tossici in agricoltura intensiva, capaci di causarne una progressiva moria. Ecco che allora la scoperta della loro abilità di identificare il cancro potrebbe essere doppiamente utile, per noi e per questi insetti impollinatori indispensabili in agricoltura.
In occasione della Dutch Design Week di Eindhoven, la designer portoghese Susana Soares ha presentato uno strumento in grado di identificare la presenza del cancro grazie alle api e al nostro respiro. Le api sono dotate di uno straordinario senso dell'olfatto, che permette loro di identificare la presenza di particolari molecole nell'aria e di riconoscere alcuni odori associati a malattie come il cancro ai polmoni, alla pelle o al pancreas, e la tubercolosi
Lo strumento è composto da due scomparti, Nel più piccolo troviamo uno spazio dedicato alla diagnosi, in cui le persone respirano, emettendo aria attraverso l'espirazione. Nello scomparto più grande troviamo le api, che si avvicinano alla zona di diagnosi nel momento in cui avvertono la presenza di odori che hanno imparato a riconoscere. Quando il paziente espira, l'aria emessa diventa visibile tramite condensazione. Grazie alla particolare struttura dello strumento, le api non entrano mai a contatto con la persona che si sottopone al test.
Le api sono tanto intelligenti da imparare a riconoscere gli odori in soli dieci minuti. Dopo aver identificato gli odori indicati, ricevono una ricompensa sotto forma di acqua e cibo. Ciò permetterà loro di svolgere il proprio compito alla perfezione per tutta la durata della loro vita.

Misurare le emozioni, adesso e’ possibile

emozioni
Ci sforziamo di trattenerle, le tiriamo fuori di botto, le viviamo intensamente oppure facciamo finta di non sentirle, eppure le emozioni ci sono e hanno un riflesso sul nostro cervello. Adesso, grazie al professor Richard Davidson abbiamo dei nuovi strumenti o meglio parametri per “misurarle”.
Davidson, docente di psicologia e psichiatria alla University of Wisconsin Madison, ha infatti individuato 6 principali stili emozionali. Con questo termine si intende il modo in cui un individuo risponde alle diverse situazioni della vita che suscitano piccole o grandi emozioni. Proprio questi stili emozionali sarebbero alcuni dei parametri da tenere presenti per individuare le emozioni a livello cerebrale. 
Nel nuovo libro, scritto a 4 mani insieme a Sharon Begley, dal titolo “la vita emotiva del cervello”, Davidson individua 6 principali stili emozionali:
- Resilienza: ovvero il tempo lungo o corto che ci occorre per riprenderci dopo un evento con tutte le emozioni che ne conseguono. I test effettuati dallo psicologo americano hanno evidenziato come la tendenza ad ammiccare con le palpebre sia un segno di difficoltà di liberarsi da emozioni negative, segno che rimane fino a che l’esperienza non viene superata e metabolizzata a livello emotivo.
- Prospettiva: cioè la capacità di mantenere stabili le proprie emozioni nel corso del tempo, cosa vantaggiosa per chi è sempre positivo, un po’ meno per chi tende ad “incartarsi” su pensieri negativi. Per valutare questo aspetto, in laboratorio sono stati individuati dei circuiti cerebrali che si attivano e rimangono operativi finché si provano emozioni positive.
- Intuito sociale: è quella dote particolare grazie alla quale riusciamo a capire qualcosa dei pensieri e soprattutto dello stato d’animo di chi abbiamo di fronte grazie ai cosiddetti “indizi non verbali”. Questo intuito a livello cerebrale comporta l’attivazione di una specifica parte dell’amigdala e della corteccia visiva.
- Autoconsapevolezza: ovvero la capacità di saper leggere le proprie emozioni dentro se stessi. Questa è stata misurata valutando la sensibilità delle persone ai propri segnali fisiologici interni, nello specifico rispetto alla percezione del proprio battito cardiaco.
- Sensibilità al contesto: cioè la capacità di sapersi comportare appropriatamente o meno in una situazione, riconoscendo cosa è lecito fare e cosa no. Attraverso una risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno analizzato la zona dell’ippocampo, responsabile, a detta di Davidson, della nostra capacità di adattamento al contesto.
- Attenzione: cioè la capacità di restare concentrati anche in caso di stimoli esterni. Ogni persona ha una diversa soglia di distrazione a seconda del contenuto emotivo dello stimolo in arrivo. "In laboratorio partiamo da un fenomeno percettivo che prende il nome di attentional blink - sottolinea lo psicologo - letteralmente ammiccamento dell'attenzione: quando uno stimolo cattura la nostra attenzione, nella frazione di secondo seguente non siamo in grado di avvertire altri stimoli. Esiste un semplice test per misurare la durata di questo brevissimo intervallo di cecità o sordità temporanea agli stimoli".

venerdì 29 novembre 2013

Pressione alta: meno sale e più potassio per combatterla


Pressione alta: meno sale e più potassio per combatterla  - EsseredonnaonlineMeno sale e più potassio. Sarebbe questa la formula vincente per migliorare la salute globale ed evitare milioni di morti ogni anno per ictus e infarto.
Come è ben noto la prevenzione parte spesso dalle abitudini alimentari; l’aumento dell’assunzione di potassio e allo stesso tempo la riduzione della quantità di sale nella dieta di tutti i giorni aiuterebbero a ridurre i livelli di pressione del sangue, riducendo anche il rischio di ictus.È la conclusione di un maxi-studio pubblicato sul British Journal da Graham MacGregor della Queen Mary University di Londra; la ricerca è l’analisi approfondita di molti studi condotti in passato sull’argomento ed ha preso in esame più di 128 mila partecipanti sani.
Da questo studio è risultato che ridurre il sale di qualche grammo, anche solo per 4 settimane, produce riduzioni significative della pressione del sangue nelle persone con pressione sanguigna alta o normale.Le analisi hanno inoltre dimostrato che anche un aumento dell’introito di potassio nella dieta è legato alla riduzione della pressione sanguigna e alla riduzione del rischio di ictus del 24%.
La simultanea riduzione di sale e aumento di potassio, quindi, amplificherebbe gli effetti protettivi anti-ictus abbassando la pressione del sangue ancora di più.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già pubblicato le sue prime linee guida al riguardo: ridurre il consumo di sale almeno a 5 grammi al giorno – oggi se ne consuma almeno il doppio, fissando l’obiettivo di 5-6 grammi al giorno a persona da raggiungere nel 2025 –  consumare almeno 4 grammi di potassio al dì.
Via libera quindi a frutta e verdura ricca di potassio, come ad esempio spinaci, banane, fagioli, kiwi, finocchi, carciofi ma anche albicocche, melone, cocomero, fichi, pesche ed ananas, cercando di consumarne qualche porzione in più al giorno.

Le fibre degli agrumi utili nella cura del cancro

Pectina degli agrumi contro il cancro
Le fibre degli agrumi potrebbero essere un valido aiuto nella cura contro il cancro. È quanto emerge da uno studio condotto da Isaac Eliaz e i ricercatori dell’Indiana University Health che da tempo studiano le potenzialità delle pectine vegetali e specificatamente degli agrumi.
Precedenti studi avevano evidenziato che le pectine, una sorta di “cemento” a base di zucchero che tiene unita la struttura molecolare dei frutti, permettono di ridurre l’attività infiammatoria legata allo sviluppo del cancro; la nuova ricerca, pubblicata sull’American Journal of Pharmacology and Toxicology, si è invece basata su un composto modificato in laboratorio dove la pectina, solitamente composta da fibre grandi e difficilmente assorbibili, è stata trasformata in catene molecolari più leggere.
Da tempo, le pectine vegetali, sono note per i loro vantaggi sulla salute dell’apparato digerente e del sistema immunitario grazie alle loro azioni nel tratto intestinale; ma la loro struttura cosi complessa le rende troppo grandi per essere del tutto assorbite dall’organismo e quindi esercitare al meglio i loro benefici.
Questo composto più “leggero”, chiamato appunto MCP (Pectina Modificata dell’Agrume) potrebbe diventare un importante aiuto coadiuvante nel trattamento dei tumori con la chemioterapia in quanto le pectine degli agrumi, specifica Eliaz, sono attive contro i metalli ma anche contro le molecole pro-infiammatorie galectina-3.
La pectina estratta dagli agrumi e lavorata potrebbe quindi essere usata per indurre la morte programmata delle cellule tumorali nel cancro al seno, alla prostata e al colon; e per sopprimere l’ansiogenesi, la crescita di vasi sanguigni che fornisce nutrimento alle cellule malate, un fattore chiave nel prevenire la metastasi del cancro.

Pesce crudo: istruzioni per l’uso

Come riconoscere se il rombo che stai per acquistare al banco del pesce è davvero fresco? Quali caratteristiche deve avere un branzino appena pescato? Quali accorgimenti è bene seguire per portarsi a casa un prodotto davvero fresco? Ecco qualche consiglio…
 
RISCHIO IN AGGUATO – A CASA
Nel caso di consumo di pesce crudo o non completamente cotto, il prodotto dovrebbe essere preventivamente congelato per non meno di 96 ore a una temperatura di -18° C, nel congelatore di casa contrassegnato con alme.

RISCHIO IN AGGUATO – AL RISTORANTE
Sushi & sashimi non vi lasciano tranquilli? Esiste un obbligo di legge che prevede che i ristoratori debbano preventivamente congelare il pesce a una temperatura inferiore a -20° per almeno 24 ore, prima di somministrarlo crudo.
 INFORMAZIONE AL BANCO DEL PESCE
Un decreto del Ministero della Salute ha reso obbligatorio anche per chi vende pesce l'esposizione di un cartello informativo sul corretto utilizzo di prodotti ittici, se destinati al consumo a crudo.
IDENTIKIT DEL PESCE FRESCO
Occhio “bombato” (convesso), cornea trasparente e pupilla brillante e nera sono il primo indice di freschezza. La carne appare compatta ed elastica, la pelle lucida e di un colore vivo, con squame aderenti. Il muco cutaneo è acquoso e trasparente. La membrana che ricopre la parte addominale aderisce perfettamente alla carne.
 I PERICOLI DEL PESCE CRUDO
Il pesce crudo può essere all’origine dell’infestazione da Anisakis, un parassita che si sviluppa nei mammiferi marini e, a completamento del suo ciclo biologico, può arrivare ad annidarsi nella cavità addominale dei comuni pesci da banco. Se i prodotti infestati vengono consumati crudi o poco cotti, i parassiti possono trasmettersi all'uomo, con conseguenze anche gravi a livello gastroenterico.

giovedì 28 novembre 2013

Olio extravergine d’oliva: salutare come il latte materno grazie agli omega 3 e agli omega 6

Olio extravergine d’oliva: salutare come il latte materno grazie agli omega 3 e agli omega 6 - EsseredonnaonlineDall’apparenza non si direbbe, ma olio d’oliva e latte materno contengono nutrienti simili. A parlarne in questi termini è stato Saverio Pandolfi, ricercatore del Cnr-Igv (Istituto di Genetica Vegetale del Consiglio Nazionale delle Ricerche) durante la conferenza di presentazione della “Maratona dell’olio”, che si terrà dal 15 al 17 novembre in provincia di Terni.
Secondo il ricercatore “un olio extravergine prodotto lavorando in maniera corretta materie prime di qualità contiene livelli di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 del tutto simili a quelli presenti nel latte materno..
Ma non è solo la presenza di Omega 3 e Omega 6 a rendere l’olio un grande alleato della nostra salute. “L’assunzione quotidiana di olio extravergine di qualità”, ha detto Pandolfi, “è particolarmente salutare per il contenuto di oleuropeina, una componente dell’olio di oliva che rende più elastiche le arterie, abbassa la pressione e riduce il processo aterosclerotico”. Senza tralasciare la presenza di un’altra molecola fondamentale, l’’oleocantale, un antinfiammatorio naturale che vanta proprietà analoghe a quelle dell’ibuprofene.
“Per tutti questi motivi” ha concluso Saverio Pandolfi, “un cucchiaio di olio d’oliva di qualità̀ ad ogni pasto dona gusto e salute”.

mercoledì 27 novembre 2013

Uva ursina come rimedio naturale delle infezioni urinarie

La pianta dell’ uva ursina, appartenente alla famiglia dell’erica e il cui nome botanico è Arctostaphylos uva ursi, è un arbusto rampicante e sempreverde che cresce nelle zone temperate e montane di tutto l’emisfero Nord ( Europa, America, Asia) dalla Siberia alla Turchia, dal Caucaso all’Himalaya; in Italia si trova fino agli Appennini e alle Alpi. L’appellativo di ursina deriva dal fatto che gli orsi apprezzano molto le sue bacche, il cui sapore di solito è poco tollerato dalle persone per la loro acidità.

uva ursina contro le infezioni del tratto urinario Le infezioni del tratto urinario (uretra e vescica) colpiscono soprattutto le donne durante l’arco della vita. Queste infezioni sono un evento molto comune nelle giovani donne, nelle donne sessualmente attive e durante la gravidanza e la menopausa, e il 20% di coloro che hanno avuto un episodio di infezione ha almeno un caso di recidiva.
L’ uva ursina, quindi, è uno degli estratti più usati per il trattamento delle infezioni  urinarie, soprattutto per le cistiti non complicate di origini batterica [3]. Evidenze cliniche indicano che l’uso di agenti naturali può essere di aiuto ai primi segni di insorgenza dell’infezione ma anche per la prevenzione delle infezioni. Infatti è stato osservato che donne con ricorrenti infezioni che assumono estratto di uva ursina per un mese abbiano una significativa minor incidenza nelle recidive entro l’anno dall’assunzione [4].
Coma detto, l’attività antimicrobica si pensa sia associata all’ idrochinone. Questo viene rilasciato in ambiente alcalino [5] e quindi per ottenere buoni risultati le urine devono essere tendenzialmente basiche, e questo si può ottenere con una dieta a base di vegetali oppure associando l’estratto ad un bicchiere d’acqua con bicarbonato [6].
L’estratto riduce alcuni fattori collegati con la formazione di calcoli come la citraturia, calciuria, fosfaturia. L’ipotesi è che l’effetto si possa associare alla già descritta azione disinfettante ed alla presenza di saponine [7].
Grazie al suo effetto antimicrobico l’uva ursina ha effetto sulle infezioni del tratto intestinale. Studi condotti indicano che l’estratto ha effetto su vari tipi di batteri in grado di colonizzare il tratto intestinale [8-10].
Ultimamente è stato pubblicato uno studio clinico in cui sono presenti evidenze che portano a  pensare che possa sviluppare un effetto antinfiammatorio ed ipoglicemizzante [11].
Il suo utilizzo è controindicato durante ila gravidanza, specialmente nel primo trimestre, poiché potrebbe causare contrazioni uterine e favorire il distacco della placenta. Non va utilizzata durante l’allattamento né nei bambini. L’assunzione può a volte causare la colorazione verde-bruna delle urine a causa dell’idrochinone in esse contenuto.

Curare la dermatite con i rimedi della nonna

10 soluzioni casalilnghe per curare la dermatite con i rimedi della nonna

1. Fiori di camomilla
Il primo suggerimento per dare sollievo ai sintomi della dermatite è usare la camomilla. Semplicemente bollite l'acqua ed immergetevi fiori di camomilla. Fate freddare l'acqua aggiungendo anche qualche cubetto di ghiaccio. Immergi la parte interessata o tamponala con l'acqua ottenuta. In questo modo darete molto sollievo alla pelle e se ripeterete l'operazione una volta al giorno risolverete ben presto il problema. Se non avete i fiori di camomilla potete utilizzare anche le bustine in commercio, non daranno lo stesso effetto dei fiori ma sicuramente lo avrete già disponibile dal momento che è un alimento che tutti abbiamo in casa.
2. Mirtilli
I mirtilli sono un efficace rimedio contro la dermatite. Prendete 50 gr di mirtilli metteli in un contenitore di ferro e aggiungete un litro d'acqua, riscaldate il tutto e poi lasciate riposare il composto per un'ora. Poi ribollite di nuovo per venti minuti e poi lasciate raffreddare a temperatura ambiente. A questo punto potete usare il composto per lavare la parte interessata dalla dermatite. Potete usarla anche più volte al giorno, vi aiuterà a disinfettare la parte e la manterrà in salute.
3. olio di cocco
L'olio di occo ha elevatissime proprietà idratanti e antibatteriche e può fare molto contro la dermatite. Prendete dell'olio di cocco caldo e splamatelo sulla parte interessata, aiuterà ad ammorbidire la pelle. Se volete avere risultati maggiori usate solo olio di cocco puro quotidianamente e specialmente prima di andare a dormire. In qualche giorno vederete i risultati, con pelle ammorbidita meno arrossata e saranno sparite le fastidiose scaglie.
4. foglie di mandorlo o olio di mandorle
Un altro ingrediente efficace per combattere la dermatite sono le foglie di mandorle. Prendete foglie di mandorlo fresche e tritatele mischiandole con l'acqua per creare una pasta omogenea. Poi applicatela sulla parte interessata e lasciatela agire qualche minuto. Risciacquate con acqua tiepida e poi passate una crema idratante (o l'olio di mandorle o di cocco). Questo sistema non solo ridurrà la dermatite ma ne preverrà anche la ricomparsa. Per un rimedio più veloce, sopratutto se non avete le foglie, utilizzate l'olio di mandorle passandolo sulla parte con un batuffolo di cotone, ha altissime proprietà emollienti.
5 omega 3
In caso i dermatite seborroica l'assunzione di Omega 3 può essere un ottimo rimedio ed un ottima prevenzione. Si assume in perle o gocce, può essere anche mischiato agli alimenti poiché è inodore ed insapore. Per questo viene suggerito anche per curare la dermatite nei bambini.
6 Vitamina E
Uno dei rimedi più facili dautilizzare è l'olio di vitamina E che aiuta a mantenere sana ed elastica la pelle. Al momento dell'applicazione sulla pelle si avverte un immediato sollievo dall'infiammazione e dal pizzicore. Anche il consumo regolare della Vitamina E aiuta a prevenire la dermatite, gli alimenti che la contengono maggiormente sono fiori di girasole, burro di arachidi e granturco.
7 Aceto di vino di mele
L'aceto di vino di mele può essere un rimedio efficace contro la dermatite. Passate sulla parte un batuffolo di cotone imbevuto di aceto di vino di mele e lasciatelo agire per qualche minuto per puoi rimuovere con un batuffolo pulito. Questo darà sollievo dall'infiammazione e dal prurito. Un'altra opzione è di aggiungere due cucchiaini di aceto di vino di mele in un bicchiere d'acqua e bere il tutto la mattina a stomaco vuoto.
8 Aloe vera
L'aloe vera è largamente diffusa per curare le infiammazioni della pelle ed è indicata anche in caso di dermatite. L'aloe aiuta a ristabilire il PH della pelle e da' subito sollievo al prurito e all'arrosamento. Si consiglia applicazione di gel all'aloe vera tutti i giorni per qualche mese per avere effetti duraturi. Potete anche bere il succo di aloe vera che vi garantirà una pelle liscia e luminosa.
9. Miele
Il miele è un rimedio molto impiegato per trattare le infiammazioni della pelle. Prendete del miele puro e diluitelo con un po' d'acqua. Dopodichè passate questa soluzione sulla parte interessata. Ripetete l'operazione una volta al giorno per un mese per ottenere dei risultati.
10. Olio di borragine
L'Olio di borragine può essere applicato con un batuffolo di cotone sulla parte interessata. L'olio di borragine serve infatti a rivitalizzare la pelle danneggiata dalla dermatite. Inoltre calma l'irritazione ed evita quindi il fastidioo prurito legato specialmente alla dermatite seborroica.


lunedì 25 novembre 2013

Stanchezza ed insonnia: quali sono le cause e come possiamo rimediare?

Suggerimenti e rimedi naturali per l' insonnia

Stanchezza ed insonnia: quali sono le cause e come possiamo rimediare?
1. Prima Causa della stanchezza: qualità del sonno.
Sembrerà banale ma non dormire abbastanza influenza notevolmente la concentrazione e il benessere generale. Un adulto dovrebbe dormire dalle 7 alle 8 ore per notte.
Suggerimento:
Organizzati in modo da andare a dormire più o meno alla stessa ora creando così una routine che favorisca il sonno. Mai più portatili, cellulari e telefoni in camera da letto! Disturbano il sonno! Meglio un buon libro. E se i vostri problemi di insonnia persistono consultate un medico.
2. Apnee notturne
Il problema delle apnee notturne consiste in un’insieme di disfunzioni che contribuiscono a fare si che il nostro sonno non sia regolare, quindi anche se magari crediamo di aver dormito a sufficienza non è realmente così. L’apnea interrompe il respiro per qualche istante, e anche se non ce ne accorgiamo, interrompe anche il sonno. Risultato stanchezza e sonnolenza durante il giorno.
Rimedio:
Perdete peso se siete in sovrappeso, smettete di fumare ed applicare cerottini sul naso per respirare meglio e permettere il passaggio dell’aria durante la notte.
3. Mangiate troppo poco?
Mangiare troppo poco può provocare stanchezza, ma anche mangiare i cibi sbagliati è altrettanto dannoso. Una dieta variata permette agli zuccheri nel sangue di rimanere stabili ed evita quella spiacevole sensazione di svenimento quando c’è perdita di zuccheri.
Rimedio:
Fate sempre un abbondante colazione e cercate di ingerire cibi proteici e carboidati complessi. Per esempio mangiate uova con toast integrale. E non dimenticate di fare uno spuntino durante il giorno! La sera mantenetevi leggeri  per non compromettere la qualità del sonno durante la notte. Reflusso e problemi di digestione possono infatti interferire fortemente con la qualità del sonno.

4. Anemia
L’anemia è una delle principali cause di stanchezza specialmente nelle donne. La perdita di sangue durante il ciclo mestruale può provocare mancanza di ferro esponendo le donne a maggior rischio. I globuli rossi sono importantissimi per l’organismo poichè trasportano ossigeno nei tessuti e negli organi.

Rimedio:
Per l’anemia causata da mancanza di ferro si consiglia di assumere ferro sia tramite integratori sia tramite cibi che contengono ferro come fegato, fagioli, cereali, carne magra, crostacei.

5. Depressione
La depressione non è solo un malessere psicologico, influisce su moltissimi aspetti della vita. Stanchezza, mal di testa, mancanza di appetito sono i sintomi più comuni. Se vi sentite molto giù e molto affaticati per più di due settimane, consultate un medico.

6. Ipertiroidismo
La tiroide è una piccola ghiandola alla base del collo, controlla il metabolismo e la velocità con la quale il cibo viene trasformato in energia. Quando la ghiandola è poco attiva ed il metabolismo funziona più lentamente, si avverte maggiore debolezza e si tende ad ingrassare.


Rimedio:
Se dalle analisi risulta un basso livello di ormoni, consultate un medico. Possono essere d’aiuto gli ormoni sintetici.

7. Consumo eccessivo di caffeina
In dosi moderate la caffeina può aumentare la concentrazione ed aiutare a stare svegli. Ma un consumo eccessivo può causare l’aumento della pressione, le palpitazioni ed eccesso di nervosismo. Alcune ricerche recenti mostrano che un consumo eccessivo di caffeina provoca l’effetto contrario a quello generalmente desiderato, cioè non prontezza ma stanchezza. (
Rimedio:
Cercate di diminuire gradualmente l’uso di caffeina, contenuta in caffè, tè, cioccolata e bevande varie. Smettere di colpo di assumere caffeina potrebbe essere ancora più dannoso.

8. Infezione urinaria
Se avete avuto un’infezione urinaria sapete cosa significa il bruciore intenso ed il desiderio di trovare un bagno! Ma a volte l’infezione non si palesa così chiaramente, e la stanchezza potrebbe essere l’unico campanello d’allarme.
Rimedio:
Un’analisi delle urine vi mostrerà velocemente se avete un’infezione. Il vostro dottore vi indicherà quindi la cura più indicata per guarire velocemente

9. Diabete
Nei diabetici, anormali ed elevati livelli di zucchero rimangono nel flusso sanguigno invece di entrare nelle cellule corporee, luogo dove generalmente lo zucchero viene convertito in energia. Il risultato è che  l’organismo rimane senza “cibo” anche se si è mangiato a sufficienza. Se avete una stanchezza cronica e inspiegabile chiedete al medico di fare un test per il diabete.
Rimedio:
Esistono molte cure per il diabete, uno stile di vita regolare, esercizio fisico, terapia d’insulina e farmaci che regolino il processo di introduzione degli zuccheri nell’organismo.

10. Disidratratazione
La stanchezza potrebbe essere sintomo di disidratazione. Sia che lavoriate all’aria aperta o in un ufficio, il vostro corpo necessita di liquidi per mantenersi fresco e attivo. Se avete sete siete già disidratati!
Rimedio:
Bevete, bevete, bevete! Se bevete acqua regolarmente durante il giorno la vostra urina avrà un colore trasparente. Se fate attività fisica bevete abbondantemente prima e dopo.

11. Problemi al cuore
Quando la stanchezza si presenta improvvisamente durante le vostre attivtà giornaliere come innaffiare il giardino o pulire la casa, potrebbe essere un segnale da non sottovalutare. Se notate che diventa sempre più difficile fare cose che prima erano una routine, chiedete al vostro dottore di sottoporvi a delle visite cardiologiche.
Rimedio:
Per tenere sotto controllo i problemi al cuore bisogna cambiare stile di vita, prendere le giuste medicine e fare visite specialistiche, in questo modo possiamo ritrovare l’energia perduta e continuare le nostre attività quotidiane senza problemi.
12. Turni lavorativi che comportano problemi del sonno
Se lavorate di notte o fate un lavoro che impone turni notturni a rotazione rischiate problemi del sonno e quindi stanchezza.
Rimedio:
Cercate di non esporvi al sole se di giorno dovete dormire, oscurate la vostra camera e cercate il silenzio. Se avete ancora problemi il medico potrebbe consigliarvi integratori a base di valeriana o melatonina.
13. Allergie
Alcuni dottori ritengono che allergie al cibo, che non pensate neanche di avere, provochino sonnolenza. Se la vostra stanchezza si intensifica subito dopo i pasti, potreste avere una lieve intolleranza a qualche alimento, non un’allergia che provoca prurito e bolle, ma una lieve intolleranza che vi fa sentire solo più stanchi.
Rimedio:
cercate di eliminare un cibo alla volta per vedere se la stanchezza diminuisce. Altrimenti rivolgetevi al medico per un test sull’intolleranza alimentare.
14. Sindrome da stanchezza cronica o fibromialgia
Se la vostra stanchezza dura da più di sei mesi e mette a serio rischio le vostre normali attività giornaliere potreste essere affetti da sindrome da stanchezza cronica o fibromialgia.
Entrambe hanno molti sintomi ma la sensazione di stanchezza cronica è uno dei principali.
Rimedio:
La cura per la sindrome da stanchezza cronica e per la fibromialgia è molto lunga. Certamente può aiutare un cambio nello stile di vita, fare esercizio fisico e imparare a dormire meglio.
15. Rimedio veloce per una stanchezza lieve.
Se vi sentite mediamente stanchi provate a fare un po’ di esercizio. No non è un controsenso! Fare una moderata attività fisica aiuta a liberarci dallo stress e recuperare energia!

Rimedi naturali contro la pelle secca e irritata


Pelle irritata e rimedi naturaliAvere la pelle secca in inverno è un problema comune alla maggior parte delle persone che vivono in climi freddi. Infatti la pelle, che generalmente riesce ad idratarsi, in inverno non produce umidità sufficiente a compensare l'aria secca. Tale mancanza di umidità può rendere la pelle secca, causare prurito e desquamazione.
La salute della pelle e la sua corretta idratazione non è solo un problema di bellezza: la pelle è la parte più esterna del nostro organismo. E’ direttamente e continuamente a contatto con l'esterno, e insieme alle cellule nervose, alle ghiandole, ai vasi sanguigni e ai lipidi, garantisce al corpo:
- protezione fisica (grazie anche all’elasticità)
 - protezione chimica: impedisce alle sostanze esogene di penetrare la cute  grazie ai secreti ghiandolari battericidi
- conoscenza del mondo (grazie al tatto)
- termoregolazione: regola le perdite di acqua, trattiene calore d’inverno, lo disperde in estate
- depurazione da sostanze tossiche (grazie alle ghiandole)
- continuo rinnovamento vitale di tutta la superficie corporea grazie al ciclo rigenerativo dei cheratinociti 

Ecco tutti i rimedi naturali

Sono tanti i fattori che inficiano la salute della nostra pelle: inquinamento, clima secco e freddo, esposizione solare,  vento, cattiva alimentazione, disturbi psicosomatici….  Durante la stagione invernale o per esempio in caso di eczema (o di dermatite atopica), la pelle può irritarsi e diventare secca, provocando prurito, desquamazione e rossore. Le due condizioni non sono correlate e soprattutto hanno cause diverse ma superficialmente la pelle potrebbe apparire simile.

La causa della dermatite atopica non è stata ancora del tutto scoperta. Potrebbe essere dovuta ad  una componente genetica ereditaria che si associa ad un malfunzionamento del sistema immunitario. Si manifesta principalmente con chiazze rosse su mani, piedi, caviglie, polsi, viso, collo, dietro le ginocchia, sulla parte superiore del petto, e talvolta intorno agli occhi e sulle palpebre. In caso di sospetto eczema, è consigliato rivolgersi al medico di famiglia o ad un dermatologo per discutere le possibilità di trattamento.

Tuttavia, sia che si tratti di pelle secca e irritata a causa del freddo, o di eczema, possono essere di aiuto dei rimedi naturali e casalinghi che contribuiscono a ridare idratazione alla pelle:
- Evitare saponi o altre sostanze irritanti
- Applicare creme o unguenti che possono contribuire ad alleviare il prurito.
- Utilizzare prodotti ad applicazione topica che non contengano coloranti e profumi.
- Fare bagni o docce calde (non bollenti) e idratare subito dopo.
- Evitare il fumo (se sei un fumatore, smettere beneficia anche alla pelle, oltre a ridurre il rischio di molte gravi condizioni di salute!!!)
- Aumentare l'umidità all'interno della vostra casa.
- Una corretta alimentazione: bere molta acqua e consumare frutta e verdura che garantiscono l’apporto di antiossidanti, vitamine e minerali.

QUALI SONO QUINDI I RIMEDI NATURALI PER LA PELLE SECCA
Anticamente i più efficaci emollienti per la pelle secca erano l’olio d’oliva e l’ olio di mandorle dolci  (ha un odore meno acre). Entrambi erano usati sia sulla pelle del viso sia su quella del corpo. Sebbene oggi siano disponibili anche molti integratori naturali sotto forma di capsule, oli essenziali, sciroppi e tisane, l'olio vegetale rimane certamente il più efficace ed economico tra i rimedi naturali. Ecco le caratteristiche di alcuni fra i più comunemente utilizzati.
Olio di rosa mosqueta
Olio di semi di rosa mosqueta, che cresce nelle alte montagne delle Ande del Cile il cui nome botanico è Rosa Affinis Rubiginosa, ha proprietà curative e di bellezza ben conosciute dalla popolazione cilena, e recentemente convalidate da ricerche scientifiche in tutto il mondo. Ricco di acido linoleico e linolenico, vitamina C e acidi grassi polinsaturi (eccellenti sostanze nutritive della pelle) viene estratto dai semi di una rosa. E’ noto per migliorare la struttura e l'equilibrio di umidità naturale della pelle, per nutrirla e rivitalizzare le zone secche e donare elasticità alla pelle. Indicato anche in gravidanza per idratare e preservare la pelle dalle smagliature. A livello del cuoio capelluto è utilizzato al fine di normalizzare la desquamazione della cute e reidratare i capelli danneggiati.
Olio di borragine
Il nome botanico di questa comune pianta è Borago officinalis. Cresce in diversi luoghi, anche molto impervi come bordi delle strade, terreni incolti e aridi.  Come accade con la dieta, l’olio di borragine è un rimedio naturale per la pelle che agisce dall’interno. Si può acquistare sotto forma di compresse in perle oppure è disponibile come olio purissimo.  Contiene principi attivi come: mucillagine, olii polinsaturi (nei semi), vitamina c…. ha buone proprietà emollienti, tossifughe, espettoranti, diuretiche, sudorifere, depurative, antireumatiche, antiinfiammatorie.
E’ un rimedio naturale molto utilizzato per prevenire l'invecchiamento e la secchezza cutanea poiché mantiene la pelle morbida e sana.
Aloe Vera
L'aloe vera è usata a livello industriale per la produzione di succhi di frutta, gel e altri prodotti di bellezza e di cura della pelle. Tradizionalmente, è usata per le ustioni (bruciature e scottature), ferite e tagli, punture di insetti, dermatiti e malattie della pelle. L'uso frequente di questa pianta allevia le irritazioni, bruciore e dolore, accelera la guarigione e dona una sensazione di freschezza in grado di alleviare il dolore.
L'Aloe vera è anche un elemento importante di molti prodotti per la bellezza e la cura della pelle grazie alla sua grande azione di penetrazione attraverso epidermide, derma e sottocute. Allo stesso tempo l'azione di nutrienti naturali, minerali, vitamine, aminoacidi ed enzimi stimolano la riproduzione di nuove cellule e rendono la pelle più morbida ed elastica.

sabato 2 novembre 2013

Rimedi naturali e attenuazione delle rughe

<i>rimedi naturali contro le rughe</i>
Rimedi naturali contro le rughe
Le rughe sono determinate da una progressiva perdita della quantità di collagene, che determina una diminuzione dell'elasticità e della compattezza della pelle, la quale risulta più flaccida e cascante.

L'invecchiamento cellulare e dei tessuti è un normale iter che avviene con il trascorrere degli anni, in quanto cellule e tessuti perdono progressivamente le loro funzionalità e lasciano sulla pelle i caratteristici segni: le rughe.

Una delle cause di questo invecchiamento è l'alterazione delle strutture fibrose del derma (ad esempio collagene, elastina...) che regolano tono ed elasticità della cute;  altri fattori di invecchiamento sono quelli di genere esogeno: esposizione al sole, tipo di alimentazione, fumo, inquinamento, stile e ambiente di vita.

Alimenti consigliati rughe

Aglio, albicocca, arancia, carota, cavolo, ciliegia, cipolla, fragola, lievito di birra, limone, mandorla, mela, mirtillo, polline, prezzemolo, rosmarino, timo, uva.

Fitoterapia rughe

Eleutherococcus TM
20 gocce al giorno per 3-4 mesi (sospendere 10 giorni ogni mese).

Rosa canina 1DH Gemme
20 gocce al giorno per 3-4 mesi (sospendere 10 giorni ogni mese).