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sabato 30 novembre 2013

Misurare le emozioni, adesso e’ possibile

emozioni
Ci sforziamo di trattenerle, le tiriamo fuori di botto, le viviamo intensamente oppure facciamo finta di non sentirle, eppure le emozioni ci sono e hanno un riflesso sul nostro cervello. Adesso, grazie al professor Richard Davidson abbiamo dei nuovi strumenti o meglio parametri per “misurarle”.
Davidson, docente di psicologia e psichiatria alla University of Wisconsin Madison, ha infatti individuato 6 principali stili emozionali. Con questo termine si intende il modo in cui un individuo risponde alle diverse situazioni della vita che suscitano piccole o grandi emozioni. Proprio questi stili emozionali sarebbero alcuni dei parametri da tenere presenti per individuare le emozioni a livello cerebrale. 
Nel nuovo libro, scritto a 4 mani insieme a Sharon Begley, dal titolo “la vita emotiva del cervello”, Davidson individua 6 principali stili emozionali:
- Resilienza: ovvero il tempo lungo o corto che ci occorre per riprenderci dopo un evento con tutte le emozioni che ne conseguono. I test effettuati dallo psicologo americano hanno evidenziato come la tendenza ad ammiccare con le palpebre sia un segno di difficoltà di liberarsi da emozioni negative, segno che rimane fino a che l’esperienza non viene superata e metabolizzata a livello emotivo.
- Prospettiva: cioè la capacità di mantenere stabili le proprie emozioni nel corso del tempo, cosa vantaggiosa per chi è sempre positivo, un po’ meno per chi tende ad “incartarsi” su pensieri negativi. Per valutare questo aspetto, in laboratorio sono stati individuati dei circuiti cerebrali che si attivano e rimangono operativi finché si provano emozioni positive.
- Intuito sociale: è quella dote particolare grazie alla quale riusciamo a capire qualcosa dei pensieri e soprattutto dello stato d’animo di chi abbiamo di fronte grazie ai cosiddetti “indizi non verbali”. Questo intuito a livello cerebrale comporta l’attivazione di una specifica parte dell’amigdala e della corteccia visiva.
- Autoconsapevolezza: ovvero la capacità di saper leggere le proprie emozioni dentro se stessi. Questa è stata misurata valutando la sensibilità delle persone ai propri segnali fisiologici interni, nello specifico rispetto alla percezione del proprio battito cardiaco.
- Sensibilità al contesto: cioè la capacità di sapersi comportare appropriatamente o meno in una situazione, riconoscendo cosa è lecito fare e cosa no. Attraverso una risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno analizzato la zona dell’ippocampo, responsabile, a detta di Davidson, della nostra capacità di adattamento al contesto.
- Attenzione: cioè la capacità di restare concentrati anche in caso di stimoli esterni. Ogni persona ha una diversa soglia di distrazione a seconda del contenuto emotivo dello stimolo in arrivo. "In laboratorio partiamo da un fenomeno percettivo che prende il nome di attentional blink - sottolinea lo psicologo - letteralmente ammiccamento dell'attenzione: quando uno stimolo cattura la nostra attenzione, nella frazione di secondo seguente non siamo in grado di avvertire altri stimoli. Esiste un semplice test per misurare la durata di questo brevissimo intervallo di cecità o sordità temporanea agli stimoli".

venerdì 29 novembre 2013

Le fibre degli agrumi utili nella cura del cancro

Pectina degli agrumi contro il cancro
Le fibre degli agrumi potrebbero essere un valido aiuto nella cura contro il cancro. È quanto emerge da uno studio condotto da Isaac Eliaz e i ricercatori dell’Indiana University Health che da tempo studiano le potenzialità delle pectine vegetali e specificatamente degli agrumi.
Precedenti studi avevano evidenziato che le pectine, una sorta di “cemento” a base di zucchero che tiene unita la struttura molecolare dei frutti, permettono di ridurre l’attività infiammatoria legata allo sviluppo del cancro; la nuova ricerca, pubblicata sull’American Journal of Pharmacology and Toxicology, si è invece basata su un composto modificato in laboratorio dove la pectina, solitamente composta da fibre grandi e difficilmente assorbibili, è stata trasformata in catene molecolari più leggere.
Da tempo, le pectine vegetali, sono note per i loro vantaggi sulla salute dell’apparato digerente e del sistema immunitario grazie alle loro azioni nel tratto intestinale; ma la loro struttura cosi complessa le rende troppo grandi per essere del tutto assorbite dall’organismo e quindi esercitare al meglio i loro benefici.
Questo composto più “leggero”, chiamato appunto MCP (Pectina Modificata dell’Agrume) potrebbe diventare un importante aiuto coadiuvante nel trattamento dei tumori con la chemioterapia in quanto le pectine degli agrumi, specifica Eliaz, sono attive contro i metalli ma anche contro le molecole pro-infiammatorie galectina-3.
La pectina estratta dagli agrumi e lavorata potrebbe quindi essere usata per indurre la morte programmata delle cellule tumorali nel cancro al seno, alla prostata e al colon; e per sopprimere l’ansiogenesi, la crescita di vasi sanguigni che fornisce nutrimento alle cellule malate, un fattore chiave nel prevenire la metastasi del cancro.

L’educazione sentimentale

Parlare di sessualità ai bambini sembra un’impresa difficilissima. E infatti lo è. Ma questo non vuol dire che la si possa eludere. Al contrario, in un’epoca in cui i mezzi di comunicazione fanno in modo che ogni tipo di contenuto sia accessibile a chiunque, è più che mai importante che i genitori siano preparati a mediare i messaggi che arrivano ai loro figli. E allora, mai fuggire davanti all’argomento e rispondere sempre alle domande, per quanto imbarazzanti possano sembrare. Tenendo ben a mente che anche quella all’amore è una forma d’educazione.
Sentimentale, appunto.
Con la consulenza della dottoressa Rossella Nappi, Unità di Endocrinologia Ginecologica Fondazione Maugeri, Università degli Studi di Pavia.

IMPARARE A PARLARE DI SESSUALITÀ. QUESTIONE DI LINGUAGGIO
La vera difficoltà sta nel trovare il linguaggio giusto. Questo tema, infatti, è sempre stato affidato a esperti della materia ma non a professionisti della comunicazione. E se una cosa è dare delle informazioni, tutt’altra cosa è comunicare. Oggi i bambini subiscono un vero e proprio bombardamento mediatico fatto di messaggi “erotizzanti” e spesso contraddittori, che li portano a farsi un’idea distorta della sessualità. Allora, è più che mai essenziale che i genitori affrontino l’argomento, con parole semplici e chiare. E chi si occupa di fare educazione sessuale, deve utilizzare i materiali giusti, che possono essere i fumetti per i bambini più piccoli o il dialogo vero e proprio per quelli più grandi. Anche perché spesso i ragazzini sono convinti di saper già come funzionano le cose. Si stanno avventurando in quella delicata fase della loro crescita in cui sentono fortemente il bisogno di affermare il proprio sé. Quindi è importante trasferire i messaggi in modo non troppo dogmatico e freddo, onde evitare una reazione di chiusura.

5 regole di buona educazione a scuola

Alcuni istituti scolastici hanno stilato delle vere e proprie norme scritte che regolano il giusto comportamento e l’abbigliamento consono da tenere in classe. Nella maggior parte dei casi, può essere sufficiente affidarsi in al buon senso e alla buona educazione.
 
Abbigliamento
Minigonne vertiginose, l’intimo in bella vista che fa capolino dai jeans, look estremi. A scuola, pur nel rispetto dei gusti e della personalità di ciascuno, andrebbero evitati abbigliamenti eccessivi, più idonei a una festa che non a una  lezione in classe.
Fumo
Ad accogliere studenti e professori, in occasione dell’inizio del calendario scolastico 2013/2014, i divieti di fumo e di utilizzo della sigaretta elettronica sia all'interno che all'esterno degli istituti scolastici. E per i trasgressori? Severe sanzioni amministrative che, stando alle dichiarazioni del Ministro della Salute, saranno investite in prevenzione e in campagne informative contro i danni del fumo.
Linguaggio
Non si tratta solo di evitare un linguaggio volgare o scurrile. A scuola, soprattutto quando ci si rivolge ai docenti, un linguaggio educato e rispettoso dei ruoli è fondamentale. Vietato dunque prendersi eccessive confidenze e rivolgersi con strafottenza o stizza agli insegnanti.
Telefonino
La diffusione dei telefoni cellulari, anche tra gli studenti più giovani, ha reso necessario un giro di vite a scuola: vietati i telefonini in classe per impedire il susseguirsi di messaggini inviati durante le lezioni e evitare cellulari che squillano mentre l’insegnante parla. Se proprio il cellulare non può essere lasciato a casa, sarà sufficiente tenerlo SPENTO durante tutte le lezioni.
 Comportamento
La reintroduzione, pochi anni fa, della “condotta” come voto vero e proprio per l’esito finale dell’anno scolastico voleva - almeno nelle intenzioni – limitare tutti quegli episodi di violenza verbale e fisica, la cui gravità troppo spesso sfocia in atti di bullismo. A prescindere dalla minaccia di un cattivo voto in condotta, e dai risultati effettivamente raggiunti, l’educazione e il buon senso di ciascuno studente dovrebbero essere sufficienti a mantenere un comportamento rispettoso e civile, soprattutto a scuola.

Pesce crudo: istruzioni per l’uso

Come riconoscere se il rombo che stai per acquistare al banco del pesce è davvero fresco? Quali caratteristiche deve avere un branzino appena pescato? Quali accorgimenti è bene seguire per portarsi a casa un prodotto davvero fresco? Ecco qualche consiglio…
 
RISCHIO IN AGGUATO – A CASA
Nel caso di consumo di pesce crudo o non completamente cotto, il prodotto dovrebbe essere preventivamente congelato per non meno di 96 ore a una temperatura di -18° C, nel congelatore di casa contrassegnato con alme.

RISCHIO IN AGGUATO – AL RISTORANTE
Sushi & sashimi non vi lasciano tranquilli? Esiste un obbligo di legge che prevede che i ristoratori debbano preventivamente congelare il pesce a una temperatura inferiore a -20° per almeno 24 ore, prima di somministrarlo crudo.
 INFORMAZIONE AL BANCO DEL PESCE
Un decreto del Ministero della Salute ha reso obbligatorio anche per chi vende pesce l'esposizione di un cartello informativo sul corretto utilizzo di prodotti ittici, se destinati al consumo a crudo.
IDENTIKIT DEL PESCE FRESCO
Occhio “bombato” (convesso), cornea trasparente e pupilla brillante e nera sono il primo indice di freschezza. La carne appare compatta ed elastica, la pelle lucida e di un colore vivo, con squame aderenti. Il muco cutaneo è acquoso e trasparente. La membrana che ricopre la parte addominale aderisce perfettamente alla carne.
 I PERICOLI DEL PESCE CRUDO
Il pesce crudo può essere all’origine dell’infestazione da Anisakis, un parassita che si sviluppa nei mammiferi marini e, a completamento del suo ciclo biologico, può arrivare ad annidarsi nella cavità addominale dei comuni pesci da banco. Se i prodotti infestati vengono consumati crudi o poco cotti, i parassiti possono trasmettersi all'uomo, con conseguenze anche gravi a livello gastroenterico.

giovedì 28 novembre 2013

Olio extravergine d’oliva: salutare come il latte materno grazie agli omega 3 e agli omega 6

Olio extravergine d’oliva: salutare come il latte materno grazie agli omega 3 e agli omega 6 - EsseredonnaonlineDall’apparenza non si direbbe, ma olio d’oliva e latte materno contengono nutrienti simili. A parlarne in questi termini è stato Saverio Pandolfi, ricercatore del Cnr-Igv (Istituto di Genetica Vegetale del Consiglio Nazionale delle Ricerche) durante la conferenza di presentazione della “Maratona dell’olio”, che si terrà dal 15 al 17 novembre in provincia di Terni.
Secondo il ricercatore “un olio extravergine prodotto lavorando in maniera corretta materie prime di qualità contiene livelli di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 del tutto simili a quelli presenti nel latte materno..
Ma non è solo la presenza di Omega 3 e Omega 6 a rendere l’olio un grande alleato della nostra salute. “L’assunzione quotidiana di olio extravergine di qualità”, ha detto Pandolfi, “è particolarmente salutare per il contenuto di oleuropeina, una componente dell’olio di oliva che rende più elastiche le arterie, abbassa la pressione e riduce il processo aterosclerotico”. Senza tralasciare la presenza di un’altra molecola fondamentale, l’’oleocantale, un antinfiammatorio naturale che vanta proprietà analoghe a quelle dell’ibuprofene.
“Per tutti questi motivi” ha concluso Saverio Pandolfi, “un cucchiaio di olio d’oliva di qualità̀ ad ogni pasto dona gusto e salute”.

martedì 26 novembre 2013

Il ruolo del riso integrale in una corretta alimentazione

Osserviamo il chicco di riso. All’interno contiene, come per altri cereali, sia frumento che orzo o altri, le mandorle farinose di amidi. Queste servono per fare la farina bianca comune. L’amido è necessario come carboidrato, per la combustione. Sarebbe sbagliato gettare l’amido e servirsi solamente degli strati esterni, perché al nostro organismo occorre, proprio nel giusto rapporto che l’amido sta con le altre sostanze contenute.
Non dobbiamo mai dimenticare che il rapporto, la ricetta, sono stati creati da un saggio Creatore, quale alimentazione per noi e per i nostri amici, gli animali. Oltre all’amido il chicco contiene la crusca, formata da strati di glutine, sali minerali e tracce di sostanze vitali; le ultime rivestono un ruolo importante, come è stato provato da ricerche scientifiche; sono elementi necessari in tracce minime, ma quantomai indispensabili all’organismo. Queste sostanze importanti sono dunque contenute negli strati esterni del chicco. Poi abbiamo anche il germe di riso, che è ricco di grassi, fosfati, protidi e vitamine pregiate, come la vitamina E. Il germe è molto importante per mantenere in buona funzione le nostre ghiandole genitali. Qualcuno potrebbe obiettare che, una cosa non è affatto necessaria, la cellulosa; questo strato esterno di protezione si potrebbe gettare via, tanto non è digeribile.
E’ vero che non è assimilabile, ma comunque la cuticola ha una funzione particolare sull’intestino; funge da spazzola massaggiatrice, ripulisce i villi intestinali e favorisce la peristalsi. Di queste funzioni è responsabile proprio la cellulosa. Se la gente si nutrisse in modo giusto e sano, con alimenti previsti dalla natura nel giusto rapporto di tutte le componenti vitali, avremmo anche una funzione intestinale normale e regolare. Quanto siano necessarie le parti esteriori del chicco di riso, della crusca e del germe, lo abbiamo potuto constatare in maniera drastica nei popoli orientali. Le nazioni che vivono prevalentemente di riso non hanno resistito alla tentazione del fratello bianco; hanno cominciato anche loro a brillare il riso, a mangiare riso bianco. Dilagò la malattia tanto temuta, detta Beri-Beri; la causa non venne identificata per lungo tempo, così che si adottarono numerosi medicamenti senza ottenere successo alcuno. Un medico coloniale, il dottor Eijkman, e altri scienziati alla ricerca, hanno poi constatato che negli strati esterni del chicco di riso, nella crusca, si trovava il medicamento adatto a curare la brutta malattia. Si venne così a sapere che Beri-Beri era una malattia da carenza, una avitaminosi.
Da noi la cosa si svolge in maniera meno drastica, perché abbiamo un’alimentazione più ricca e variata; la carenza da un lato viene in parte coperta da un altro alimento; ma solo in parte, perché anche da noi troviamo disturbi di equilibrio, di cui parleremo più avanti. Per i popoli orientali invece, questa malattia era diventata un incubo; dove si tornò all’alimentazione integrale, con riso completo, o somministrando complementi alimentari adatti, la Beri-Beri sparì a poco a poco. Non era dunque una malattia infettiva, come si supponeva, ma una malattia da carenza alimentare, di sostanze vitali indispensabili.
Queste esperienze dovrebbero invogliarci a tornare anche noi agli alimenti naturali, il riso intero, l’orzo intero, tutti i cereali allo stato integrale. E’ molto strano, direi un paradosso, che agli studenti si presenta un filmato o si fanno esperimenti che mostrano come i piccioni si ammalano se nutriti di solo riso bianco e come riprendono e risanano dopo aver ripreso il riso integrale; gli stessi studenti sono ciechi al risultato degli esperimenti, perché loro continuano a nutrirsi di riso bianco, privi di riflessione alcuna. A cosa serve tutto l’impegno e gli sforzi delle ricerche scientifiche, se poi non si tiene conto dei risultati, continuando a vivere e nutrirsi come prima.
Incredibile come si preferisca accettare svantaggi e malattie, piuttosto di cambiare il sistema abituale di alimentazione con quello sano e naturale. Ricordiamoci che il riso integrale contiene circa 10 volte più sostanze minerali del riso bianco, proprio quegli elementi assolutamente indispensabili al nostro organismo. Il riso integrale contiene sostanze adatte a mantenere a lungo elastiche le nostre arterie; gli asiatici che si nutrono di riso completo, raramente sono colpiti da arteriosclerosi, o soffrono di pressione alta. Il riso integrale si prepara come quello bianco, ma non si dovrebbe buttare via l’acqua; adoperare solo l’acqua in quantità tale che il riso la possa assorbire, poi cuocere aggiungendo solo l’acqua necessaria a finire la cottura perché risulti tenero e al dente. In questo modo non andranno perse sostanze importanti. Il riso si prepara in molti modi diversi, anche alla cinese o secondo ricette arabe.

lunedì 25 novembre 2013

Gambo di Ananas Comosus, ricco in Bromelina

Proprietà e impiego dell'estratto di gambo di ananas

Le diverse proprietà che venivano attribuite dalla medicina popolare all'ananas hanno spinto i ricercatori a cercare di approfondirne alcuni aspetti e validarli da un punto di vista scientifico sin dai primi anni ’60 (1,2). E’ stato dimostrato che nel frutto dell’ananas, e in particolare nel gambo (che si ottiene come residuo della lavorazione del frutto) sono contenute alte concentrazioni di enzimi, come la bromelina, in grado di mediare diversi effetti benefici sul corpo.
Di grande importanza è la capacità dell’estratto di gambo di ananas di interagire con il sistema immunitario e mediare risposte di tipo antiinfiammatorio (3,4). Attraverso l’effetto antinfiammatorio, l’estratto di gambo d’ananas è stato proposto come un aiuto nell’affrontare i sintomi negli stati allergici, dove l’infiammazione delle alte vie aeree gioca un ruolo essenziale, migliorando situazioni di asma ed elevata produzione di muco.

È inoltre in grado di agire negli stati infiammatori associati alla sinusite, anche di elevata intensità (5,6), dove si è dimostrato in grado di ridurre i sintomi quali: dolore, stato di congestione, tosse e allo steso tempo di migliorare la respirazione. Recenti studi hanno poi messo in evidenza come possa ridurre gli stati infiammatori dolorosi associati all’osteoartrite, anche se le evidenze a riguardo sono ancora ad uno stadio preliminare (7,8).


L’ uso localizzato su ferite e cicatrici di tipo post-operatorio o derivanti da traumi favorisce la rimarginazione in quanto permette il rimodellamento e la rimozione dello strato corneo più superficiale eliminando la pelle in eccesso migliorando l’aspetto delle ferite (9). Associando questa sua capacità alla già descritta attività antinfiammatoria, si capisce come possa svolgere un ruolo complementare e additivo nel ridurre il rigonfiamento di naso, gola ed occhi in seguito ad operazioni chirurgiche in queste sedi.
Il gambo d’ananas ricco di bromelina, è anche considerato un potente digestivo ed è quindi considerato un coadiuvante per il fisiologico processo digestivo. Trova perciò impiego nelle dispepsie poiché favorisce la digestione ed elimina il senso di gonfiore e pesantezza che spesso accompagna persone con problemi a livello gastrico o coloro che semplicemente hanno fatto un pasto troppo abbondante (10,11).
Inoltre, è in grado di migliorare la fluidità del sangue attraverso una blanda azione anticoagulante. Si rivela quindi un valido aiuto nei casi di angina pectoris e tromboflebite poiché contrasta i meccanismi che portano alla formazione di coaguli associati a traumi e stati infiammatori (come l’aterosclerosi) (12).

Avvertenze e controindicazioni del gambo di ananas

L'estratto di gambo di ananas viene in genere indicato come un estratto sicuro privo di controindicazioni. Tuttavia alcuni recenti studi hanno dimostrato che la bromelina può avere interazioni con farmaci anticoagulanti, a da alcuni anni viene segnalata nelle avvertenze dei prodotti tale controindicazione.
E' controindicato in gravidanza e allattamento, a chi soffre di ulcera e di gastrite.

Carota (Daucus carota) ricca di beta carotene

La carota é tra gli alimenti più ricchi di beta-carotene

La carota è una pianta con ciclo di vita biennale che durante il periodo primavera/estate del primo anno sviluppa sia la  parte aerea fogliare che la radice sotterranea. La radice funziona come scorta di zuccheri per l‘anno successivo, quando la pianta, per replicarsi, produrrà un gambo in grado di crescere fino ad 1 metro d’altezza, sormontato alla sommità da un ombrello di fiori bianchi.
Nella medicina popolare, la carota viene usata per trattare problemi oculistici e di riduzione della capacità visiva, difficoltà digestiva, parassiti intestinali, tonsilliti e costipazione.
La carota deve le sue caratteristiche ed il suo colore arancione al beta-carotene, molecola composta da 2 molecole di vitamina A, che  viene metabolizzata a livello del fegato liberando le due molecole di vit. A. Il beta-carotene esercita una forte azione antiossidante contrastando i prodotti di scarto del metabolismo come i radicali liberi che potrebbero indurre ossidazione di lipidi, proteine ed altri costituenti cellulari. Un buon livello di antiossidanti è basilare per neutralizzare questi agenti dannosi, la cui azione è stata associata a numerose patologie e al fisiologico invecchiamento. In questo senso il beta carotene è uno degli antiossidanti più conosciuti ed attivi.
Inoltre le carote sono ricche in fibre indigeribili che svolgono un ruolo fondamentale nel benessere dell’organismo, migliorano la funzionalità intestinale e disturbi associati, come gonfiore addominale, e inducono senso di sazietà. I minerali presenti nella carota intervengono in moltissimi processi cellulari e nelle attività enzimatiche, risultando necessari per la funzionalità di tutto l’organismo.
La mancanza di vitamina A causa un abbassamento della vista, inclusa quella notturna, che può ritornare alla normalità reintroducendo la vitamina nella dieta.
A livello dell’apparato circolatorio, è stato dimostrato che l’utilizzo di succo di carota è in grado di modulare alcuni parametri associati al rischio cardiovascolare come la pressione arteriosa.  Inoltre, porta ad una ridotta ossidazione dei lipidi attraverso un aumento dei i livelli di antiossidanti nel sangue, contribuendo a ridurre i rischi di danni a livello cardiaco [1,2].
Un altro studio clinico su soggetti fumatori dimostra come Il beta carotene abbia un potenziale nel ridurre i danni ossidativi a livello delle cellule circolanti nel sangue [3].
L’unione dei vari studi comprendenti in totale oltre 200.000 bambini tra i 6 mesi ed i 5 anni, indica come un ridotto apporto di vitamina A si associ ad un aumento dei casi di diarrea, morbillo e problemi di visione diurna e notturna, affermando come un’assunzione costante sia necessaria in tutti i bambini che ne sono deficienti. [4]
Il beta carotene è importante per una corretta riparazione dei tessuti corporei in caso di danni, oltre che per migliorare l’elasticità della pelle riducendo l’insorgenza di rughe e  contrastando i danni provocati dall’esposizione al sole [5].
Il caso di consumi molto elevati, il beta-carotene non viene totalmente metabolizzato e tende ad accumularsi nelle cellule adipose sotto la pelle, specialmente nella zona delle mani, determinando un colorito arancione. Questa condizione, che non genera alcun sintomo tranne l’alterata pigmentazione, viene definita carotenosi e scompare in pochi giorni dall’arresto del consumo di beta-carotene.

sabato 2 novembre 2013

Rimedi naturali e attenuazione delle rughe

<i>rimedi naturali contro le rughe</i>
Rimedi naturali contro le rughe
Le rughe sono determinate da una progressiva perdita della quantità di collagene, che determina una diminuzione dell'elasticità e della compattezza della pelle, la quale risulta più flaccida e cascante.

L'invecchiamento cellulare e dei tessuti è un normale iter che avviene con il trascorrere degli anni, in quanto cellule e tessuti perdono progressivamente le loro funzionalità e lasciano sulla pelle i caratteristici segni: le rughe.

Una delle cause di questo invecchiamento è l'alterazione delle strutture fibrose del derma (ad esempio collagene, elastina...) che regolano tono ed elasticità della cute;  altri fattori di invecchiamento sono quelli di genere esogeno: esposizione al sole, tipo di alimentazione, fumo, inquinamento, stile e ambiente di vita.

Alimenti consigliati rughe

Aglio, albicocca, arancia, carota, cavolo, ciliegia, cipolla, fragola, lievito di birra, limone, mandorla, mela, mirtillo, polline, prezzemolo, rosmarino, timo, uva.

Fitoterapia rughe

Eleutherococcus TM
20 gocce al giorno per 3-4 mesi (sospendere 10 giorni ogni mese).

Rosa canina 1DH Gemme
20 gocce al giorno per 3-4 mesi (sospendere 10 giorni ogni mese).