Visualizzazione post con etichetta Benessere e salute. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Benessere e salute. Mostra tutti i post

lunedì 2 dicembre 2013

Addio cistiti e bruciori con il mandarino


Addio cistiti e bruciori con il mandarino
Delicato e stimolante, l'olio essenziale di questo agrume amico dei reni spazza via le scorie fisiche e psichiche che infiammano e indeboliscono l'organismo
Umido, freddo e nebbioso, novembre è un mese di stasi, di calo del fuoco vitale. La terra si inzuppa d’acqua perché i semi deposti nei campi possano assorbire gli elementi necessari per dare inizio a un nuovo ciclo vitale. Ora anche la “terra” del nostro corpo è alle prese con il rinnovamento dei liquidi, un compito che mette in primo piano i reni, che per la medicina cinese sono i custodi dell’energia ancestrale. Non a caso è proprio quest’organo, assieme al surrene,  ad essere così importante in novembre, il vero artefice del benessere autunnale: se funziona “a regime” ci aiuta ad affrontare al meglio i cambiamenti climatici e fisiologici. Proprio per questo se nelle settimane fra novembre e dicembre ti senti sempre stanco e poco motivato, se soffri di ritenzione idrica e infiammazioni alla vescica, insonnia o sonnolenza continua, è segno che la tua energia renale è in difficoltà.
L’agrume amico dell’apparato renale
Per tonificarci e ritrovare l’energia necessaria, questo mese possiamo contare sull’olio essenziale di mandarino
: le sue proprietà antisettiche e drenanti combattono le infezioni urinarie e migliorano la circolazione linfatica, promuovendo il riassorbimento dei liquidi in caso di ritenzione idrica. La sua essenza rivitalizzante ha un effetto benefico anche in caso di sindrome premestruale, insonnia, ansia e depressione che spesso accompagnano il “vuoto di rene”. In generale, l’olio essenziale di mandarino combatte la tendenza ad ammalarsi, che coi primi freddi intensi si fa sentire…
Come si utilizza
Per prevenire i disturbi da “vuoto di rene”, per un mese regalati un quotidiano massaggio al mandarino: versa 6 gocce di olio essenziale di mandarino in 2 cucchiai di olio di jojoba e massaggia delicatamente l fascia renale, i polsi e le caviglie.

sabato 30 novembre 2013

Misurare le emozioni, adesso e’ possibile

emozioni
Ci sforziamo di trattenerle, le tiriamo fuori di botto, le viviamo intensamente oppure facciamo finta di non sentirle, eppure le emozioni ci sono e hanno un riflesso sul nostro cervello. Adesso, grazie al professor Richard Davidson abbiamo dei nuovi strumenti o meglio parametri per “misurarle”.
Davidson, docente di psicologia e psichiatria alla University of Wisconsin Madison, ha infatti individuato 6 principali stili emozionali. Con questo termine si intende il modo in cui un individuo risponde alle diverse situazioni della vita che suscitano piccole o grandi emozioni. Proprio questi stili emozionali sarebbero alcuni dei parametri da tenere presenti per individuare le emozioni a livello cerebrale. 
Nel nuovo libro, scritto a 4 mani insieme a Sharon Begley, dal titolo “la vita emotiva del cervello”, Davidson individua 6 principali stili emozionali:
- Resilienza: ovvero il tempo lungo o corto che ci occorre per riprenderci dopo un evento con tutte le emozioni che ne conseguono. I test effettuati dallo psicologo americano hanno evidenziato come la tendenza ad ammiccare con le palpebre sia un segno di difficoltà di liberarsi da emozioni negative, segno che rimane fino a che l’esperienza non viene superata e metabolizzata a livello emotivo.
- Prospettiva: cioè la capacità di mantenere stabili le proprie emozioni nel corso del tempo, cosa vantaggiosa per chi è sempre positivo, un po’ meno per chi tende ad “incartarsi” su pensieri negativi. Per valutare questo aspetto, in laboratorio sono stati individuati dei circuiti cerebrali che si attivano e rimangono operativi finché si provano emozioni positive.
- Intuito sociale: è quella dote particolare grazie alla quale riusciamo a capire qualcosa dei pensieri e soprattutto dello stato d’animo di chi abbiamo di fronte grazie ai cosiddetti “indizi non verbali”. Questo intuito a livello cerebrale comporta l’attivazione di una specifica parte dell’amigdala e della corteccia visiva.
- Autoconsapevolezza: ovvero la capacità di saper leggere le proprie emozioni dentro se stessi. Questa è stata misurata valutando la sensibilità delle persone ai propri segnali fisiologici interni, nello specifico rispetto alla percezione del proprio battito cardiaco.
- Sensibilità al contesto: cioè la capacità di sapersi comportare appropriatamente o meno in una situazione, riconoscendo cosa è lecito fare e cosa no. Attraverso una risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno analizzato la zona dell’ippocampo, responsabile, a detta di Davidson, della nostra capacità di adattamento al contesto.
- Attenzione: cioè la capacità di restare concentrati anche in caso di stimoli esterni. Ogni persona ha una diversa soglia di distrazione a seconda del contenuto emotivo dello stimolo in arrivo. "In laboratorio partiamo da un fenomeno percettivo che prende il nome di attentional blink - sottolinea lo psicologo - letteralmente ammiccamento dell'attenzione: quando uno stimolo cattura la nostra attenzione, nella frazione di secondo seguente non siamo in grado di avvertire altri stimoli. Esiste un semplice test per misurare la durata di questo brevissimo intervallo di cecità o sordità temporanea agli stimoli".

venerdì 29 novembre 2013

Herpes Labialis: proteggiamo le nostre labbra

Herpes Labialis: proteggiamo le nostre labbra - EsseredonnaonlineCon la consulenza del Professor Giuseppe Monfrecola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
Alzi la mani chi non ha avuto, almeno una volta nella vita, la cosiddetta ‘febbre sulle labbra’, magari poco prima di un’occasione importante, in cui si vorrebbe essere impeccabili. Ben pochi sono stati così fortunati da non averci mai dovuto fare i conti. Si tratta, infatti, di un disturbo molto comune, che risparmia solo una persona su 10 nella fascia tra i 20 e i 40 anni. È non è solo un fastidioso inestetismo, ma la manifestazione più o meno ricorrente di un’infezione cronica causata da un virus, nella maggior parte dei casi l’herpes simplex di tipo I (HSV-1), più raramente l’herpes simplex di tipo II (HSV-2, principale responsabile dell’herpes genitale).
“Il contagio avviene in genere durante l’infanzia e il virus si trasmette per via orale e per contatto diretto con la bocca o la saliva di una persona infetta, tipicamente attraverso un bacio, oppure in modo indiretto tramite oggetti contaminati, come bicchieri, posate o un rossetto” spiega il professor Monfrecola. “In casi per fortuna rari, il bambino, entrando in contatto col virus, può avere un’eruzione erpetica primaria, cioè un’iper-reazione caratterizzata da malessere generale, febbre e una comparsa massiccia delle tipiche vescicole sulle labbra e di lesioni sulla mucosa del cavo orale, che possono ostacolare non poco la deglutizione. La maggior parte delle volte, però, si viene infettati senza accorgersene e il contagio è del tutto asintomatico”.

Le fibre degli agrumi utili nella cura del cancro

Pectina degli agrumi contro il cancro
Le fibre degli agrumi potrebbero essere un valido aiuto nella cura contro il cancro. È quanto emerge da uno studio condotto da Isaac Eliaz e i ricercatori dell’Indiana University Health che da tempo studiano le potenzialità delle pectine vegetali e specificatamente degli agrumi.
Precedenti studi avevano evidenziato che le pectine, una sorta di “cemento” a base di zucchero che tiene unita la struttura molecolare dei frutti, permettono di ridurre l’attività infiammatoria legata allo sviluppo del cancro; la nuova ricerca, pubblicata sull’American Journal of Pharmacology and Toxicology, si è invece basata su un composto modificato in laboratorio dove la pectina, solitamente composta da fibre grandi e difficilmente assorbibili, è stata trasformata in catene molecolari più leggere.
Da tempo, le pectine vegetali, sono note per i loro vantaggi sulla salute dell’apparato digerente e del sistema immunitario grazie alle loro azioni nel tratto intestinale; ma la loro struttura cosi complessa le rende troppo grandi per essere del tutto assorbite dall’organismo e quindi esercitare al meglio i loro benefici.
Questo composto più “leggero”, chiamato appunto MCP (Pectina Modificata dell’Agrume) potrebbe diventare un importante aiuto coadiuvante nel trattamento dei tumori con la chemioterapia in quanto le pectine degli agrumi, specifica Eliaz, sono attive contro i metalli ma anche contro le molecole pro-infiammatorie galectina-3.
La pectina estratta dagli agrumi e lavorata potrebbe quindi essere usata per indurre la morte programmata delle cellule tumorali nel cancro al seno, alla prostata e al colon; e per sopprimere l’ansiogenesi, la crescita di vasi sanguigni che fornisce nutrimento alle cellule malate, un fattore chiave nel prevenire la metastasi del cancro.

Gravidanza: il lavoro in piedi e gli straordinari influenzano lo sviluppo del feto

Gravidanza: il lavoro in piedi e gli straordinari influenzano lo sviluppo del feto - EsseredonnaonlineLavorare più di 40 ore la settimana o passare molto tempo in piedi, durante la gravidanza, potrebbe influire negativamente sulla salute del feto.
È quanto emerge da uno studio condotto in Olanda, su 4680 donne, dai ricercatori dell’Università di Rotterdam e pubblicato su Occupational and Environmental Medicine.
Durante lo studio sono stati analizzati nel dettaglio alcuni aspetti delle diverse attività professionali che possono compromettere la normale crescita del bambino e si è evidenziato che non sono tanto lo sforzo fisico generale o il sollevamento pesi ad essere nocivi quanto un orario di lavoro prolungato o il dover stare a lungo in posizione eretta.
La ricerca, che fa parte di uno studio più ampio, ha seguito fin dall’inizio della gravidanza una popolazione di donne che ha concepito spontaneamente e portato a termine la gravidanza in maniera regolare tra il 2002 e il 2006.
“A metà circa della gestazione abbiamo sottoposto a tutte le partecipanti un questionario riguardante il loro lavoro. Quasi 4 su 10 hanno dichiarato di stare a lungo in piedi, e poco meno della metà di camminare molto durante l’orario di lavoro”, spiega Alex Burdorf, del dipartimento di sanità pubblica dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam.
Nel campione esaminato solo il 6% si è trovato in condizioni di dover sollevare pesi e il 4% a dover fare turni di notte.
Come indicatore della crescita del feto è stata scelta la misura della circonferenza della testa, monitorata per nove mesi con periodici controlli all’ecografia e poi verificata anche alla nascita.
“Non abbiamo trovato un legame tra il fatto di svolgere un’attività che richiedeva uno sforzo fisico e il rischio di parto prematuro, di basso peso alla nascita o in relazione all’età gestazionale; nè questi fattori dipendevano dal fatto di lavorare a tempo pieno o part time o di aver smesso di farlo a 34 o 36 settimane di gestazione”, spiega l’autore dello studio.

Pesce crudo: istruzioni per l’uso

Come riconoscere se il rombo che stai per acquistare al banco del pesce è davvero fresco? Quali caratteristiche deve avere un branzino appena pescato? Quali accorgimenti è bene seguire per portarsi a casa un prodotto davvero fresco? Ecco qualche consiglio…
 
RISCHIO IN AGGUATO – A CASA
Nel caso di consumo di pesce crudo o non completamente cotto, il prodotto dovrebbe essere preventivamente congelato per non meno di 96 ore a una temperatura di -18° C, nel congelatore di casa contrassegnato con alme.

RISCHIO IN AGGUATO – AL RISTORANTE
Sushi & sashimi non vi lasciano tranquilli? Esiste un obbligo di legge che prevede che i ristoratori debbano preventivamente congelare il pesce a una temperatura inferiore a -20° per almeno 24 ore, prima di somministrarlo crudo.
 INFORMAZIONE AL BANCO DEL PESCE
Un decreto del Ministero della Salute ha reso obbligatorio anche per chi vende pesce l'esposizione di un cartello informativo sul corretto utilizzo di prodotti ittici, se destinati al consumo a crudo.
IDENTIKIT DEL PESCE FRESCO
Occhio “bombato” (convesso), cornea trasparente e pupilla brillante e nera sono il primo indice di freschezza. La carne appare compatta ed elastica, la pelle lucida e di un colore vivo, con squame aderenti. Il muco cutaneo è acquoso e trasparente. La membrana che ricopre la parte addominale aderisce perfettamente alla carne.
 I PERICOLI DEL PESCE CRUDO
Il pesce crudo può essere all’origine dell’infestazione da Anisakis, un parassita che si sviluppa nei mammiferi marini e, a completamento del suo ciclo biologico, può arrivare ad annidarsi nella cavità addominale dei comuni pesci da banco. Se i prodotti infestati vengono consumati crudi o poco cotti, i parassiti possono trasmettersi all'uomo, con conseguenze anche gravi a livello gastroenterico.

giovedì 28 novembre 2013

Olio extravergine d’oliva: salutare come il latte materno grazie agli omega 3 e agli omega 6

Olio extravergine d’oliva: salutare come il latte materno grazie agli omega 3 e agli omega 6 - EsseredonnaonlineDall’apparenza non si direbbe, ma olio d’oliva e latte materno contengono nutrienti simili. A parlarne in questi termini è stato Saverio Pandolfi, ricercatore del Cnr-Igv (Istituto di Genetica Vegetale del Consiglio Nazionale delle Ricerche) durante la conferenza di presentazione della “Maratona dell’olio”, che si terrà dal 15 al 17 novembre in provincia di Terni.
Secondo il ricercatore “un olio extravergine prodotto lavorando in maniera corretta materie prime di qualità contiene livelli di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 del tutto simili a quelli presenti nel latte materno..
Ma non è solo la presenza di Omega 3 e Omega 6 a rendere l’olio un grande alleato della nostra salute. “L’assunzione quotidiana di olio extravergine di qualità”, ha detto Pandolfi, “è particolarmente salutare per il contenuto di oleuropeina, una componente dell’olio di oliva che rende più elastiche le arterie, abbassa la pressione e riduce il processo aterosclerotico”. Senza tralasciare la presenza di un’altra molecola fondamentale, l’’oleocantale, un antinfiammatorio naturale che vanta proprietà analoghe a quelle dell’ibuprofene.
“Per tutti questi motivi” ha concluso Saverio Pandolfi, “un cucchiaio di olio d’oliva di qualità̀ ad ogni pasto dona gusto e salute”.

mercoledì 27 novembre 2013

Candida e rimedi naturali

Candida: origini e cause
Un problema molto sentito tra le donne è la candida (detta anche candidosi), un’infezione provocata dalla Candida Albicans, un nome apparentemente “candido” che cela dietro di se un fungo saprofita (appartenente alla famiglia dei Saccaromiceti) che nell’ 80% degli individui sani vive normalmente in fase dormiente nelle mucose del cavo orale, della vagina, dell’apparato respiratorio e del tratto gastrointestinale, senza creare problemi ed in perfetto equilibrio con gli altri microrganismi presenti nel corpo umano.

rimedi naturali ed estratti contro la candidaQuesto micete si instaura nell’intestino già dalla nascita come “organismo benefico e innocuo”, infatti ha un ruolo rilevante nella digestione degli zuccheri grazie ad uno specifico processo di fermentazione e la sua crescita è tenuta sotto controllo da batteri solitamente presenti in questo organo. Ma in condizioni particolari tale fungo tende a svilupparsi a dismisura numericamente, si trasforma in forme patogene e invasive, determinando così la Candida.
Questa patologia si manifesta quando l’organismo umano si trova in una condizione di debilitazione fisica ed immunitaria dovuta per esempio all’uso prolungato di antibiotici, di farmaci immunosoppressori e cortisonici; nello specifico il microrganismo diventa più aggressivo quando coesistono anche altri fattori come una dieta squilibrata ( troppo ricca di zuccheri e povera di sostanze che regolano l’attività intestinale ed il sistema immunitario), lo stress, il diabete mellito, disturbi intestinali (malassorbimento) , una gravidanza e l’uso di contraccettivi orali che provocano una serie di sintomi dando vita al disturbo in questione, il quale, se non curato bene, può causare conseguenze serie.
Pertanto sia donne che uomini ospitano questo fungo normalmente nel proprio organismo, ma solo cause scatenanti possono generare la malattia ad esso correlata quindi la Candidosi.
I sintomi  della candida
La micosi da Candida Albicans è caratterizzata da una serie di sintomi  piuttosto spiacevoli che coinvolgono diversi organi. Avremo mal di gola, rossori e pustole biancastre sulla mucosa della bocca (se interessa la mucosa orale) , tosse persistente (se coinvolge il tratto respiratorio) , rallentamento della digestione, meteorismo, flatulenza, gonfiore e dolore addominale (se riguarda il tratto gastrointestinale) , mal di testa,ansia, insonnia, un senso di stanchezza e malessere generale (se influisce a livello psicologico) ed osserveremo dolore, bruciore, rossore, prurito e irritazione con secrezioni biancastre se colpisce la mucosa vaginale. Quando l’infezione coinvolge i genitali maschili con sintomi simili, la patologia specifica dell’uomo sarà definita balanite.
Indubbiamente la forma di candidosi più comune è proprio quella genitale, in particolare femminile, diagnosticata attraverso l’esame di un campione delle perdite biancastre. Se il disturbo è occasionale e l’organismo si trova in buone condizioni fisico-immunologiche, allora la micosi sparirà naturalmente senza ulteriori recidive; in caso contrario, la candida può prendere il sopravvento rapidamente, ripresentarsi frequentemente ed avere la meglio su un individuo debilitato.
Generalmente il ginecologo, in questi casi, prescrive una cura a base di farmaci antimicotici sia per uso locale che sistemico-orale (come clotrimazolo, miconazolo, econazolo, ecc) per combattere ed eliminare la patologia; ma poiché l’infezione spesso può ricomparire per trasmissione sessuale, è preferibile trattare contemporaneamente entrambi i partner con la stessa terapia per evitare re-infezioni da candida.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, questo disturbo assume un carattere cronico e malgrado si agisca sui sintomi con farmaci specifici, la patologia tende a ripetersi se non si interviene su ciò che sta alla base del problema in modo da debellarlo definitivamente.
Cosa fare in questi casi? Affidiamoci ad efficaci rimedi naturali!
La terapia per la candida è piuttosto lunga e complessa ma non improbabile. E’ possibile, infatti, risolvere o alleviare questo problema, mantenendo uno stile di vita sano, prendendoci cura del nostro organismo senza sottovalutare le diversi fonti di stress (alimentare, fisico ed emozionale) , in modo da prevenire la sua comparsa ricorrendo a semplici ma efficaci “rimedi naturali”!
Dopo un attenta e particolareggiata analisi, ho raccolto alcuni validi e pratici “rimedi naturali” che seguiti attentamente possono aiutarci a sradicare questo disturbo sin dalle sue origini.
In primo luogo privilegiamo “un’ alimentazione sana ed equilibrata” ricca di vitamine e sali minerali che impedisca l’eccesivo proliferare di questo fungo e potenzi allo stesso tempo sia le difese immunitarie che la microflora batterica intestinale. Numerose ricerche dimostrano che per sconfiggere la candida è necessario allontanare dalla nostra dieta, zuccheri raffinati, alcolici, cibi che fermentano o che contengano lieviti e micotossine ( terreno ideale per la crescita del micete); pertanto nella “black list” troviamo il saccarosio, la frutta molto dolce (meglio evitarla a fine pasto e mangiarla dopo alcune ore per impedire che zuccheri e carboidrati possano fermentare e costituire l’ambiente ideale per la crescita del fungo) , i formaggi stagionati, i cereali raffinati, cibi affumicati o ricchi di conservanti, bevande zuccherine, alcoliche o ricche di caffeina, frutta secca, pane, pizza e dolci (cioè tutti i prodotti lievitati).
Al contrario la “dieta anticandida” incentiva il consumo quotidiano di yogurt privo di zucchero e ricco di fermenti lattici per la salute dell’intestino, l’assunzione di sostanze probiotiche e prebiotiche per potenziare il sistema immunitario così come l’utilizzo di aglio e curcuma per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antidolorifiche. Favoriti sono anche cibi come: farro, avena, pasta e riso integrali, legumi, olio, pesce e carne magra, mela, mirtillo, pompelmo e verdure fresche soprattutto crude e ben lavate.
Chiaramente una scelta alimentare di questo tipo, povera di zuccheri, per risultare efficace deve essere seguita rigorosamente ed i primi effetti sono visibili solo dopo alcuni mesi di dieta che ricordiamo deve comunque tener conto delle caratteristiche iniziali del paziente.
In questa fase si dà spazio anche all’utilizzo di integratori come quelli contenenti fermenti lattici come L. acidophilus e Bifidumbacterium, che controllano naturalmente la candida e regolano la flora batterica intestinale, come quelli ricchi di acido caprilico (estratto del cocco), aloe vera, vitamina B, biotina ed echinacee che hanno azione antimicotica, fungicida e antibatterica e potenziano il sistema immunitario, e come quelli multivitaminici e multi minerali che favoriscono l’esatto apporto di elementi nutritivi.
Un’altra regola fondamentale consiste nel portare a giusto compimento la digestione, per impedire che particelle grosse di cibo arrivino alla fine dell’intestino costituendo così il nutrimento per la flora batterica patogena. E non dimentichiamo di bere molta acqua, meglio se ionizzata e alcalina per impedire il moltiplicarsi del fungo.
In un secondo momento affidiamoci anche a “rimedi fitoterapici”. Molti studi dimostrano che alcune sostanze contenute in alcune piante hanno effetti benefici sulla Candida. Ad esempio opercoli (attentamente dosati su prescrizione medica) di olii essenziali d origano, menta, timo e melaleuca hanno proprietà antifungine, antisettiche e antimicrobiche; Uncaria Tomentosa, Pau d’arco ed echinacea hanno attività immunostimolante e antimicrobica contro batteri, funghi e lieviti; finocchio, cumina e anice come piante carminative aiutano la funzionalità intestinale impedendo così la proliferazione della candida da questo organo ad altre parti del corpo e ancora carciofo e curcuma come droghe colagoghe-coleretiche migliorano la funzione digestiva.
Anche l’estratto di semi di pompelmo risulta efficace per la sua attività antimicotica, disinfettante e battericida così come alcune gocce di angelica, cipresso e salvia per la loro azione ormonale e antinfiammatoria e come i lavaggi a base di tinture madri di idraste, agrimonia e calendula per le loro proprietà antibatteriche e fungicide.
E per ultimo adottiamo alcuni accorgimenti utili come “buone abitudini” per evitare questo sgradevole disturbo. Cerchiamo di non utilizzare biancheria intima sintetica o in microfibra ma preferiamo il cotone e la seta, evitiamo di indossare pantaloni o indumenti troppo aderenti (che aumentano l’umidità locale e non lasciano traspirare la pelle) e non trascuriamo l’igiene intima o al contrario non esageriamo eccessivamente con essa. Sconsigliati sono i salvaslip sintetici (meglio quelli di puro cotone) e i detergenti intimi molto aggressivi, mentre efficaci sono i prodotti per l’igiene intima formulati con sostanze naturali (per esempio il Thymus Vulgaris) ad azione antimicrobica, antibatterica e quindi anti-candida che mantengano un sano Ph vaginale (4-4,5) , preservando l’equilibrio dell’ecosistema vaginale e cercando di lenire le mucose irritate o particolarmente sensibili.
Fondamentale è asciugare accuratamente l’epidermide dopo la detersione utilizzando sempre asciugamani e biancheria personale. Inoltre studi dimostrano che è opportuno utilizzare lavande vaginali interne solo in caso di prescrizione medica, poiché un loro uso eccessivo può provocare alterazioni dell’ambiente vaginale. E’ anche preferibile lavare la biancheria ad una temperatura elevata in quanto tutti i funghi e lieviti vengono uccisi a 90 gradi.
In conclusione è utile seguire questi utili “rimedi naturali” per evitare o prevenire l’arrivo o il ritorno della candida, ma non dimentichiamo che questa patologia può essere anche la conseguenza di problemi legati alla sfera emozionale e psicologica.
Numerose ricerche evidenziano come l’intestino sia collegato al cervello e al sistema nervoso centrale e ne è una dimostrazione il fatto che quando siamo ansiosi, stressati o preoccupati, all’istante mostriamo sofferenze a livello dell’apparato digerente ed in particolare del tratto intestinale. La Candida, come altre patologie, non risparmia la nostra psiche; per questo motivo se vogliamo tenerla sotto controllo ed alleviarla, ascoltiamo i messaggi che il nostro corpo ci invia in modo da riportare la nostra vita quotidiana a ritmi meno frenetici ma più equilibrati e sereni!

Menopausa: rimedi naturali per alleviarne i sintomi

Rimedi naturali contro la menopausa

Rimedi naturali per la menopausa Si possono praticare cure con estrogeni e progestinici, ma naturalmente queste possono portare a spiacevoli effetti  indesiderati. Si può quindi cercare di trovare sollievo a questi sintomi con rimedi naturali,  erbe officinali, trattamenti omeopatici e attenzione a ciò che mangiamo.
Rimedi naturali con le erbe
Le radici di cohosh nero sono state utilizzate per trattare vari disturbi nei secoli passati.  Oggi, il cohosh nero è un rimedio popolare impiegato per trattare i sintomi della menopausa, contiene estrogeni naturali che aiutano a regolare gi ormoni e quindi ad alleviare molti di quei sintomi tipici della menopausa come le vampate di calore e prurito.
La discorrea villosa, una tuberosa del centro America nota con il nome di Wild Yam,  è un eccellente trattamento  naturale che regola gli ormoni ed in particolare il progesterone. Viene infatti ritenuto un progesterone naturale. Il progesterone è responsabile degli sbalzi d'umore, della depressione e dell'irritabilità, sintomi tipici della menopausa.
Il ginseng è stato utilizzato dai cinesi per secoli nel trattamento naturale di molte malattie. Allevia anche sintomi della menopausa come insonnia e sbalzi d'umore, inoltre mantiene forti le pareti vaginali e previene la secchezza.
Curarsi a tavola
Una ricerca dell'università di Napoli ha dimostrato che gli isoflavoni sono efficaci nella riduzione delle  vampate di calore e della secchezza vaginale tipici della menopusa. Gli isoflavoni sono estrogeni naturali contenuti nei fitoestrogeni. I fitoestrogeni sono contenuti in moltissimi alimenti come sesamo, semi di lino, soia, trifoglio rosso ed inoltre nelle mele, nelle carote, aglio, olio d'oliva, semi di girasole. Tra questi alimenti il trifoglio rosso e la soia sono i più impiegati nel trattamento dei sintomi della menopausa. La dose giornaliera di isoflavoni raccomandata è di 45 grammi.



martedì 26 novembre 2013

Rimedi naturali contro il mal di schiena

Come curare il mal di schiena senza ricorrere agli antidolorifici.

Rimedi naturali contro il mal di schienaIl mal di schiena è un dolore sordo, molto fitto, che può colpire persone di ogni età anche se generalmente a soffrire di questi dolori sono soprattutto gli anziani o le persone che sono costrette, per lavoro, a rimanere molto tempo sedute o parecchio tempo in piedi.
Combattere il mal di schiena può diventare, per chi ne soffre, un vero incubo: la prima cosa da fare, quando si soffre di questa problematica, è domandarsi se un’eventuale postura sbagliata o movimenti bruschi possano aver indotto il mal di schiena, ed eventualmente cambiare la propria postura cercando di far rilassare e distendere i muscoli ed abituando il proprio corpo ad una posizione corretta e indolore.
Il mal di schiena, infatti, può colpire anche giovani e giovanissimi: spesso è proprio il modo in cui stiamo seduti o il modo in cui camminiamo a determinare la presenza del mal di schiena, che è un disturbo parecchio comune anche tra i ragazzi, spesso costretti a portare sulle loro spalle zaini pesantissimi e pesi eccessivi per la loro età e struttura fisica.
Se i dolori di schiena sono continui e non si notano miglioramenti con i rimedi naturali che vi proponiamo, è sicuramente il caso di rivolgersi ad un fisioterapista che saprà dare le giuste indicazioni per guarire definitivamente da questa patologia. Tuttavia, riteniamo che un uso corretto del proprio corpo, assumere una posizione corretta e fare attività fisica in maniera costante, possano essere di grande aiuto per alleviare i dolori.
Ecco alcuni rimedi naturali per combattere il mal di schiena:
Zenzero: le sue proprietà antinfiammatorie naturali possono essere di grande sollievo per il mal di schiena. Esso si può assumere sotto forma di decotto o di tisana, e garantisce ottimi risultati in breve tempo.
Artiglio del diavolo: rimedio naturale abbastanza comune in fitoterapia, l’artiglio del diavolo può essere somministrato sotto forma di compresse, tinture o eventualmente come estratto secco. Questa pianta, oggi in via d’estinzione, veniva utilizzata nella medicina africana come rimedio tradizionale, ed è considerato, per le sue proprietà, molto simile al cortisone: il suo uso, tuttavia, deve essere consigliato da un esperto erborista o dal proprio farmacista di fiducia.
Sambuco: le tisane a base di fiore di sambuco rappresentano un ottimo rimedio naturale per combattere il mal di schiena ed i dolori reumatici in genere. Il sambuco va cotto e filtrato per ottenere una tisana benefica da assumere, in caso di forti dolori, fino a tre volte al giorno.
Peperoncino: questo particolare alimento può essere utilizzato anche in medicina naturale per le sue proprietà rubefacenti, antibatteriche ed analgesiche. È sufficiente preparare impacchi a base di peperoncino ed applicare sulla parte dolorante per distendere i muscoli contratti da una postura scorretta e sentire subito il beneficio. Come il peperoncino, anche la canfora e l’arnica hanno le stesse potenzialità, ma il loro uso è sempre consigliato sotto la visione di un erborista, che sappia indicare quantità e modalità di preparazione di impacchi o pomate.
Impacchi caldi sulla schiena: Un impacco caldo può essere molto utile soprattutto per alleviare il dolore in maniera temporanea. Lo stesso effetto possono avere i bagni rilassanti, in grado di alleviare le tensioni, spesso alla base dei classici mal di schiena da stress e tensione muscolare.
Questi rimedi naturali possono essere utilizzati in alternativa agli antidolorifici ma se la postura non è corretta e se si continuano ad assumere abitudini sbagliate è difficile che possano risolvere il problema in via definitiva.
A questo proposito, è bene ricordare che una posizione scorretta, un peso eccessivo, e continue tensioni e stress possono aumentare il mal di schiena e rendere difficile il processo di guarigione.

lunedì 25 novembre 2013

Stanchezza ed insonnia: quali sono le cause e come possiamo rimediare?

Suggerimenti e rimedi naturali per l' insonnia

Stanchezza ed insonnia: quali sono le cause e come possiamo rimediare?
1. Prima Causa della stanchezza: qualità del sonno.
Sembrerà banale ma non dormire abbastanza influenza notevolmente la concentrazione e il benessere generale. Un adulto dovrebbe dormire dalle 7 alle 8 ore per notte.
Suggerimento:
Organizzati in modo da andare a dormire più o meno alla stessa ora creando così una routine che favorisca il sonno. Mai più portatili, cellulari e telefoni in camera da letto! Disturbano il sonno! Meglio un buon libro. E se i vostri problemi di insonnia persistono consultate un medico.
2. Apnee notturne
Il problema delle apnee notturne consiste in un’insieme di disfunzioni che contribuiscono a fare si che il nostro sonno non sia regolare, quindi anche se magari crediamo di aver dormito a sufficienza non è realmente così. L’apnea interrompe il respiro per qualche istante, e anche se non ce ne accorgiamo, interrompe anche il sonno. Risultato stanchezza e sonnolenza durante il giorno.
Rimedio:
Perdete peso se siete in sovrappeso, smettete di fumare ed applicare cerottini sul naso per respirare meglio e permettere il passaggio dell’aria durante la notte.
3. Mangiate troppo poco?
Mangiare troppo poco può provocare stanchezza, ma anche mangiare i cibi sbagliati è altrettanto dannoso. Una dieta variata permette agli zuccheri nel sangue di rimanere stabili ed evita quella spiacevole sensazione di svenimento quando c’è perdita di zuccheri.
Rimedio:
Fate sempre un abbondante colazione e cercate di ingerire cibi proteici e carboidati complessi. Per esempio mangiate uova con toast integrale. E non dimenticate di fare uno spuntino durante il giorno! La sera mantenetevi leggeri  per non compromettere la qualità del sonno durante la notte. Reflusso e problemi di digestione possono infatti interferire fortemente con la qualità del sonno.

4. Anemia
L’anemia è una delle principali cause di stanchezza specialmente nelle donne. La perdita di sangue durante il ciclo mestruale può provocare mancanza di ferro esponendo le donne a maggior rischio. I globuli rossi sono importantissimi per l’organismo poichè trasportano ossigeno nei tessuti e negli organi.

Rimedio:
Per l’anemia causata da mancanza di ferro si consiglia di assumere ferro sia tramite integratori sia tramite cibi che contengono ferro come fegato, fagioli, cereali, carne magra, crostacei.

5. Depressione
La depressione non è solo un malessere psicologico, influisce su moltissimi aspetti della vita. Stanchezza, mal di testa, mancanza di appetito sono i sintomi più comuni. Se vi sentite molto giù e molto affaticati per più di due settimane, consultate un medico.

6. Ipertiroidismo
La tiroide è una piccola ghiandola alla base del collo, controlla il metabolismo e la velocità con la quale il cibo viene trasformato in energia. Quando la ghiandola è poco attiva ed il metabolismo funziona più lentamente, si avverte maggiore debolezza e si tende ad ingrassare.


Rimedio:
Se dalle analisi risulta un basso livello di ormoni, consultate un medico. Possono essere d’aiuto gli ormoni sintetici.

7. Consumo eccessivo di caffeina
In dosi moderate la caffeina può aumentare la concentrazione ed aiutare a stare svegli. Ma un consumo eccessivo può causare l’aumento della pressione, le palpitazioni ed eccesso di nervosismo. Alcune ricerche recenti mostrano che un consumo eccessivo di caffeina provoca l’effetto contrario a quello generalmente desiderato, cioè non prontezza ma stanchezza. (
Rimedio:
Cercate di diminuire gradualmente l’uso di caffeina, contenuta in caffè, tè, cioccolata e bevande varie. Smettere di colpo di assumere caffeina potrebbe essere ancora più dannoso.

8. Infezione urinaria
Se avete avuto un’infezione urinaria sapete cosa significa il bruciore intenso ed il desiderio di trovare un bagno! Ma a volte l’infezione non si palesa così chiaramente, e la stanchezza potrebbe essere l’unico campanello d’allarme.
Rimedio:
Un’analisi delle urine vi mostrerà velocemente se avete un’infezione. Il vostro dottore vi indicherà quindi la cura più indicata per guarire velocemente

9. Diabete
Nei diabetici, anormali ed elevati livelli di zucchero rimangono nel flusso sanguigno invece di entrare nelle cellule corporee, luogo dove generalmente lo zucchero viene convertito in energia. Il risultato è che  l’organismo rimane senza “cibo” anche se si è mangiato a sufficienza. Se avete una stanchezza cronica e inspiegabile chiedete al medico di fare un test per il diabete.
Rimedio:
Esistono molte cure per il diabete, uno stile di vita regolare, esercizio fisico, terapia d’insulina e farmaci che regolino il processo di introduzione degli zuccheri nell’organismo.

10. Disidratratazione
La stanchezza potrebbe essere sintomo di disidratazione. Sia che lavoriate all’aria aperta o in un ufficio, il vostro corpo necessita di liquidi per mantenersi fresco e attivo. Se avete sete siete già disidratati!
Rimedio:
Bevete, bevete, bevete! Se bevete acqua regolarmente durante il giorno la vostra urina avrà un colore trasparente. Se fate attività fisica bevete abbondantemente prima e dopo.

11. Problemi al cuore
Quando la stanchezza si presenta improvvisamente durante le vostre attivtà giornaliere come innaffiare il giardino o pulire la casa, potrebbe essere un segnale da non sottovalutare. Se notate che diventa sempre più difficile fare cose che prima erano una routine, chiedete al vostro dottore di sottoporvi a delle visite cardiologiche.
Rimedio:
Per tenere sotto controllo i problemi al cuore bisogna cambiare stile di vita, prendere le giuste medicine e fare visite specialistiche, in questo modo possiamo ritrovare l’energia perduta e continuare le nostre attività quotidiane senza problemi.
12. Turni lavorativi che comportano problemi del sonno
Se lavorate di notte o fate un lavoro che impone turni notturni a rotazione rischiate problemi del sonno e quindi stanchezza.
Rimedio:
Cercate di non esporvi al sole se di giorno dovete dormire, oscurate la vostra camera e cercate il silenzio. Se avete ancora problemi il medico potrebbe consigliarvi integratori a base di valeriana o melatonina.
13. Allergie
Alcuni dottori ritengono che allergie al cibo, che non pensate neanche di avere, provochino sonnolenza. Se la vostra stanchezza si intensifica subito dopo i pasti, potreste avere una lieve intolleranza a qualche alimento, non un’allergia che provoca prurito e bolle, ma una lieve intolleranza che vi fa sentire solo più stanchi.
Rimedio:
cercate di eliminare un cibo alla volta per vedere se la stanchezza diminuisce. Altrimenti rivolgetevi al medico per un test sull’intolleranza alimentare.
14. Sindrome da stanchezza cronica o fibromialgia
Se la vostra stanchezza dura da più di sei mesi e mette a serio rischio le vostre normali attività giornaliere potreste essere affetti da sindrome da stanchezza cronica o fibromialgia.
Entrambe hanno molti sintomi ma la sensazione di stanchezza cronica è uno dei principali.
Rimedio:
La cura per la sindrome da stanchezza cronica e per la fibromialgia è molto lunga. Certamente può aiutare un cambio nello stile di vita, fare esercizio fisico e imparare a dormire meglio.
15. Rimedio veloce per una stanchezza lieve.
Se vi sentite mediamente stanchi provate a fare un po’ di esercizio. No non è un controsenso! Fare una moderata attività fisica aiuta a liberarci dallo stress e recuperare energia!

Gambo di Ananas Comosus, ricco in Bromelina

Proprietà e impiego dell'estratto di gambo di ananas

Le diverse proprietà che venivano attribuite dalla medicina popolare all'ananas hanno spinto i ricercatori a cercare di approfondirne alcuni aspetti e validarli da un punto di vista scientifico sin dai primi anni ’60 (1,2). E’ stato dimostrato che nel frutto dell’ananas, e in particolare nel gambo (che si ottiene come residuo della lavorazione del frutto) sono contenute alte concentrazioni di enzimi, come la bromelina, in grado di mediare diversi effetti benefici sul corpo.
Di grande importanza è la capacità dell’estratto di gambo di ananas di interagire con il sistema immunitario e mediare risposte di tipo antiinfiammatorio (3,4). Attraverso l’effetto antinfiammatorio, l’estratto di gambo d’ananas è stato proposto come un aiuto nell’affrontare i sintomi negli stati allergici, dove l’infiammazione delle alte vie aeree gioca un ruolo essenziale, migliorando situazioni di asma ed elevata produzione di muco.

È inoltre in grado di agire negli stati infiammatori associati alla sinusite, anche di elevata intensità (5,6), dove si è dimostrato in grado di ridurre i sintomi quali: dolore, stato di congestione, tosse e allo steso tempo di migliorare la respirazione. Recenti studi hanno poi messo in evidenza come possa ridurre gli stati infiammatori dolorosi associati all’osteoartrite, anche se le evidenze a riguardo sono ancora ad uno stadio preliminare (7,8).


L’ uso localizzato su ferite e cicatrici di tipo post-operatorio o derivanti da traumi favorisce la rimarginazione in quanto permette il rimodellamento e la rimozione dello strato corneo più superficiale eliminando la pelle in eccesso migliorando l’aspetto delle ferite (9). Associando questa sua capacità alla già descritta attività antinfiammatoria, si capisce come possa svolgere un ruolo complementare e additivo nel ridurre il rigonfiamento di naso, gola ed occhi in seguito ad operazioni chirurgiche in queste sedi.
Il gambo d’ananas ricco di bromelina, è anche considerato un potente digestivo ed è quindi considerato un coadiuvante per il fisiologico processo digestivo. Trova perciò impiego nelle dispepsie poiché favorisce la digestione ed elimina il senso di gonfiore e pesantezza che spesso accompagna persone con problemi a livello gastrico o coloro che semplicemente hanno fatto un pasto troppo abbondante (10,11).
Inoltre, è in grado di migliorare la fluidità del sangue attraverso una blanda azione anticoagulante. Si rivela quindi un valido aiuto nei casi di angina pectoris e tromboflebite poiché contrasta i meccanismi che portano alla formazione di coaguli associati a traumi e stati infiammatori (come l’aterosclerosi) (12).

Avvertenze e controindicazioni del gambo di ananas

L'estratto di gambo di ananas viene in genere indicato come un estratto sicuro privo di controindicazioni. Tuttavia alcuni recenti studi hanno dimostrato che la bromelina può avere interazioni con farmaci anticoagulanti, a da alcuni anni viene segnalata nelle avvertenze dei prodotti tale controindicazione.
E' controindicato in gravidanza e allattamento, a chi soffre di ulcera e di gastrite.

Carota (Daucus carota) ricca di beta carotene

La carota é tra gli alimenti più ricchi di beta-carotene

La carota è una pianta con ciclo di vita biennale che durante il periodo primavera/estate del primo anno sviluppa sia la  parte aerea fogliare che la radice sotterranea. La radice funziona come scorta di zuccheri per l‘anno successivo, quando la pianta, per replicarsi, produrrà un gambo in grado di crescere fino ad 1 metro d’altezza, sormontato alla sommità da un ombrello di fiori bianchi.
Nella medicina popolare, la carota viene usata per trattare problemi oculistici e di riduzione della capacità visiva, difficoltà digestiva, parassiti intestinali, tonsilliti e costipazione.
La carota deve le sue caratteristiche ed il suo colore arancione al beta-carotene, molecola composta da 2 molecole di vitamina A, che  viene metabolizzata a livello del fegato liberando le due molecole di vit. A. Il beta-carotene esercita una forte azione antiossidante contrastando i prodotti di scarto del metabolismo come i radicali liberi che potrebbero indurre ossidazione di lipidi, proteine ed altri costituenti cellulari. Un buon livello di antiossidanti è basilare per neutralizzare questi agenti dannosi, la cui azione è stata associata a numerose patologie e al fisiologico invecchiamento. In questo senso il beta carotene è uno degli antiossidanti più conosciuti ed attivi.
Inoltre le carote sono ricche in fibre indigeribili che svolgono un ruolo fondamentale nel benessere dell’organismo, migliorano la funzionalità intestinale e disturbi associati, come gonfiore addominale, e inducono senso di sazietà. I minerali presenti nella carota intervengono in moltissimi processi cellulari e nelle attività enzimatiche, risultando necessari per la funzionalità di tutto l’organismo.
La mancanza di vitamina A causa un abbassamento della vista, inclusa quella notturna, che può ritornare alla normalità reintroducendo la vitamina nella dieta.
A livello dell’apparato circolatorio, è stato dimostrato che l’utilizzo di succo di carota è in grado di modulare alcuni parametri associati al rischio cardiovascolare come la pressione arteriosa.  Inoltre, porta ad una ridotta ossidazione dei lipidi attraverso un aumento dei i livelli di antiossidanti nel sangue, contribuendo a ridurre i rischi di danni a livello cardiaco [1,2].
Un altro studio clinico su soggetti fumatori dimostra come Il beta carotene abbia un potenziale nel ridurre i danni ossidativi a livello delle cellule circolanti nel sangue [3].
L’unione dei vari studi comprendenti in totale oltre 200.000 bambini tra i 6 mesi ed i 5 anni, indica come un ridotto apporto di vitamina A si associ ad un aumento dei casi di diarrea, morbillo e problemi di visione diurna e notturna, affermando come un’assunzione costante sia necessaria in tutti i bambini che ne sono deficienti. [4]
Il beta carotene è importante per una corretta riparazione dei tessuti corporei in caso di danni, oltre che per migliorare l’elasticità della pelle riducendo l’insorgenza di rughe e  contrastando i danni provocati dall’esposizione al sole [5].
Il caso di consumi molto elevati, il beta-carotene non viene totalmente metabolizzato e tende ad accumularsi nelle cellule adipose sotto la pelle, specialmente nella zona delle mani, determinando un colorito arancione. Questa condizione, che non genera alcun sintomo tranne l’alterata pigmentazione, viene definita carotenosi e scompare in pochi giorni dall’arresto del consumo di beta-carotene.

FAME NERVOSA ? Come combatterla con i rimedi naturali!

Rimedi naturali per combattere la fame

E questo basta?
Naturalmente no. Purtroppo quando ci si alimenta in maniera sregolata ed eccessiva il nostro organismo andrà alla ricerca sempre più spasmodica di cibo, soprattutto quello più appagante, come i dolci o il cibo del fast-food. In particolare il cibo dolce induce una vera e propria dipendenza fisica e psicologica, dalla quale ci si libera con difficoltà.
Quale può essere una soluzione ?
Una possibile soluzione la possiamo trovare associando forza di volontà + piante amiche +  oli essenziali.
La forza di volontà va trovata dentro di noi, magari cambiando qualcosa della nostra vita. Un buon passo sarebbe l'iscrizione in una palestra. L'attività fisica migliora il nostro atteggiamento mentale, le endorfine che si liberano durante lo sforzo muscolare danno appagamento fisico e psicologico e calmano il senso di fame. Il vedersi fisicamente più piacevoli, poi, rafforza il desiderio di migliorare e non tornare indietro.
Sono diversi i rimedi  naturali che possiamo impiegare. Tra le e erbe officinali amiche capaci di ridurre la nostra dipendenza dal cibo abbiamo Rodiola rosea, Griffonia, Melissa, Citrus aurantium, Glucomannano. 
La Rodiola rosea è un potente adattogeno, capace di migliorare l'adattamento del nostro organismo a stati di stress acuto e cronico,  che si possono manifestare sotto forma di fame nervosa.  Inoltre sembra che sia in grado di accelerare il metabolismo e favorire il riassorbimento del tessuto adiposo.
Griffonia è detta anche fagiolo africano. Tra i principi attivi del fitocomplesso è presente un precursore della serotonina, il 5-idrossitriptofano, un neurotrasmettitore che regola l'attività del centro della fame.
La Melissa, delicata pianticella dal profumo di limone, contrasta la fame nervosa con la sua attività spasmolitica e sedativa generale. E' un buon rimedio contro l'ansia che attanaglia prima di un esame o di una prova importante che si deve sostenere.
Citrus aurantium è l' arancio amaro. Dalla buccia del frutto immaturo si estrae una amina simpaticomimetica, la sinefrina,  un principio attivo ritenuto da più di un esperto capace di stimolare l'ossidazione degli acidi grassi presenti nel grasso bruno ( che si concentra a livello addominale) e di diminuire  la presenza di grasso bianco. Il risultato finale sarebbe un miglior equilibrio tra massa magra e massa grassa.

Il Glucomannano è un polisaccaride, estratto dal tubero di Amorphallus Konjak attraverso un processo di essiccazione e polverizzazione. Assunto prima dei pasti con abbondante acqua dà sazietà e riduce l'assorbimento di grassi e zuccheri.
Gli oli essenziali che possiamo vaporizzare in casa o annusare dal contenitore più volte al dì sono Finocchio dolce, Lavanda, Vaniglia, Camomilla, Cacao, Alloro, Pompelmo, Neroli, Mirto, Bergamotto.   Vaniglia e Cacao sono essenze appaganti da annusare quando è urgente il bisogno di dolce.
Camomilla scioglie le tensioni, aiutando lo stomaco a digerire le emozioni bloccate dall'ansia. Finocchio dolce, vaporizzato nella cucina, riduce la sensazione di fame e migliora il meccanismo della digestione.
Lavanda è un ansiolitico per eccellenza; calma, rilassa, appaga. Alloro scioglie le tensioni e le emozioni represse e stimola la digestione. Pompelmo agisce a livello ipotalamico regolarizzando il centro della fame. Neroli  ci aiuta a visualizzare e cercare di raggiungere la nostra forma ideale. Mirto è un buon alleato per liberarci dalle dipendenze e riduce il gesto meccanico di inghiottire. Bergamotto regolarizza l'ipotalamo e aiuta a liberarsi dalla dipendenza del cibo.
Un consiglio
Rispettate la regola dei 5 pasti al giorno. Colazione, pranzo, cena e 2 spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio. Sarà più difficile avere fame. Gli spuntini dovranno necessariamente essere di frutta oppure di  verdura oppure uno yogurt magro,  oppure 2-3 noci o nocciole, o ancora una manciata di semi di girasole o di zucca. Iniziate sempre il pranzo o la cena con una insalata mista, che sazia, è ricchissima di vitamine e minerali e  riveste le pareti interne dello stomaco con tante benefiche fibre. E ricordatevi :  la frutta mai a fine pasto, rallenta la digestione.

Sistema immunitario: ecco i rimedi per renderlo più forte

Rimedi naturali per il sistema immunitario

Perilla. La perilla è una pianta aromatica che viene utilizzata in aromaterapia come sostegno per il sistema immunitario. La sua capacità di rafforzare le difese immunitarie la rende utile sia in per i piccoli problemi di salute che si patologie più serie. Nel primo caso i vari sintomi dell’influenza, nel secondo i disturbi della pelle che sono in parte disturbi autoimmuni, come la psoriasi e alcune forme di dermatite. Il tutto grazie ai polifenoli di cui è ricca e agli omega 3 che fanno loro compagnia e che la rendono utile anche per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. La perilla si può usare in capsule o sotto forma di infuso, sempre sotto controllo dello specialista.
Boswelia. La boswelia è particolarmente indicata come antinfiammatorio quando ci sono problemi di tipo cronico in cui è coinvolto il sistema immunitario, in quanto non comporta effetti collaterali e va quindi bene per trattamenti lunghi. Di conseguenza, oltre che per l’influenza, soprattutto in caso di disturbi delle vie respiratorie e bronchiali, la boswelia può essere utilizzata con successo per le infiammazioni riconducibili a carenze del sistema immunitario, di cui l’artrite è l’esempio migliore. Disponibile come compressa, capsula, olio essenziale e anche incenso, la boswelia si usa preferibilmente come capsula nei trattamenti lunghi, e rigorosamente dietro prescrizione medica, per evitare interazioni con eventuali altri farmaci utilizzati.
Ginseng. Il ginseng è noto come energizzante e rivitalizzante, e queste sue capacità si ripercuotono positivamente anche sul sistema immunitario. Le difese immunitarie ricevono dal ginseng uno stimolo e la destinazione d’uso migliore è quella del raffreddore e dell’influenza quando sono molto forti. Trattamenti di breve periodo, insomma, determinati dall’esigenza del momento e non da necessità di lungo periodo, perché il ginseng è soprattutto un ricostituente. Il ginseng si usa come estratto secco quando serve a stimolare il sistema immunitario; negli altri casi, quando si ha solo voglia si tirarsi un po’ su, vanno bene anche le forme leggere come il caffè o il tè al ginseng, che ne contengono piccole quantità sufficienti per dare un supporto all’organismo.
Aloe vera. L’aloe vera è uno dei rimedi naturali più noti perché ha tutta una serie di proprietà che giovano all’organismo a 360°. Tra queste, la capacità di stimolare il sistema immunitario, non solo in presenza di problemi o disturbi, ma in generale, per aiutarlo ad attivare i suoi meccanismi di difesa. Le patologie per le quali l’aloe vera si rivela più efficace sono comunque  le infezioni respiratorie e le infiammazioni dell’area genitale, con particolare rifermento alle cistiti. L’aloe vera si assume in vari modi: come succo, come infuso, come capsula o ancora come estratto secco.
Echinacea. L’echinacea è uno dei rimedi più utilizzati per aiutare l’organismo ad affrontare al meglio l’arrivo dell’inverno e di virus influenzali. In genere si inizia il trattamento a base di echinacea almeno un mese prima della stagione invernale, proprio per potenziare il sistema immunitario. All’echinacea ha infatti la capacità di sostenere i globuli bianchi, aiutandoli nella battaglia contro i batteri e i virus. Può essere assunta comodamente come capsula o come tisana, a seconda delle esigenze.
La vitamina C e il sistema immunitario
Un discorso a parte merita la vitamina C, che riveste un ruolo fondamentale per la difesa e il supporto del sistema immunitario. Alla vitamina C sono riconosciute importanti proprietà antiossidanti che, unite alla sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi, la rendono utilissima per rinforzare l’organismo e sostenere quelle difese immunitarie che devono sempre rimanere attive. Di conseguenza, sia per un semplice raffreddore che per patologie più serie, l’assunzione di vitamina C è caldamente consigliata e dovrebbe diventare una pratica quotidiana, soprattutto nei mesi invernali. Nulla di più semplice che mangiare un’arancia o spremerne il succo per una merenda salutare o al mattino, per colazione: l’organismo in generale e le difese immunitarie in particolare, potranno trarne giovamento. Il tutto senza controindicazioni, il che rende la vitamina C uno dei rimedi naturali da preferire quando si vuole dare un po’ di carburante all’organismo. Nei casi invece di carenza di vitamina C, o di fragilità delle difese immunitarie, si può ricorrere agli integratori di vitamina C, sotto controllo medico.
   
L’alimentazione e il sistema immunitario
Aglio. L’aglio è conosciuto fin dai tempi antichi come antibiotico naturale in virtù della sua capacità di contrastare le infezioni. Oltre a curarle quando si sono manifestate, può anche evitare che si presentino, aiutando l’organismo ad evitare gli attacchi esterni. L’ideale sarebbe mangiare regolarmente l’aglio, direttamente in spicchi, oppure sorbirlo come infuso quando ci si ammala, se si riesce a reggere il sapore,
Legumi. Le vitamine del gruppo B sono importanti alleate del sistema immunitario e bisogna quindi privilegiarle nell’alimentazione. I principali alimenti in cui trovarli sono i legumi (fagioli, lenticchie, ceci e piselli) e i cereali, che contengono anche la vitamina B12, anch’essa rilevante per rafforzare le difese immunitarie.
Frutta e verdura. Tutti i tipi di frutta e verdura sono ricchi di vitamine, dalla A alla E alla C, e tutte queste vitamine offrono un sostegno fondamentale al sistema immunitario. Una classica mela al giorno,e poi la banana, la pera, il kiwi, i broccoli, le carote …  e l’elenco può allungarsi a dismisura. In generale, per capire quale frutta e quale verdura devono essere presenti nell’alimentazione per potenziare le difese immunitarie, ci si può orientare scegliendo quelle di colore giallo, arancione e verde scuro.
I nemici del sistema immunitario
Di alleati ne ha molti, come abbiamo visto, ma anche di nemici. I più agguerriti sono due: il fumo e lo stress.
Il sistema immunitario di sicuro non ha bisogno del fumo di sigaretta, in quanto la nicotina predispone l’organismo alle infiammazioni e alle infezioni, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio per via dello stress a cui sottopone i bronchi e i polmoni. E non è tutto, perché nel momento in cui l’impatto del fumo costringe il sistema immunitario ad attivare in continuazione le sue difese, finisce per indebolirle a causa del troppo lavoro, per così dire.

Per quanto riguarda lo stress, sembra che questo agisca direttamente sui globuli bianchi, rendendoli più deboli. L’immediata e diretta conseguenza è che il sistema immunitario può non trovarsi preparato a fronte di attacchi esterni improvvisi. Non a caso infatti, nei periodi di forte stress accade di ammalarsi più spesso e con maggior frequenza.

Dolori mestruali e rimedi naturali

Arrivano i dolori mestruali? Un incubo essere “donne” in quei giorni? Come affrontare la “dismenorrea” con efficaci rimedi naturali!

Ecco alcuni rimedi naturali

sintomi di vario genere legati alle fluttuazioni ormonali di questa fase. Si parte con disturbi come senso di agitazione, stanchezza, seno dolorante e pesantezza per arrivare a fastidi della fase mestruale come dolore intenso crampi-forme nella zona addominale, nausea, vomito,diarrea, cefalea e mal di schiena.

Questa sintomatologia determinata da squilibri ormonali peculiari di questa fase è legata ad un eccesivo rilascio di prostaglandine, sostanze derivate dall’acido arachidonico che causano spasmi e contrazioni della mucosa uterina durante il flusso mestruale.
Ma ci sono momenti in cui, per alcune donne, i giorni del ciclo si trasformano in un incubo; i dolori consueti e naturali diventano spasmi e crampi lancinanti al basso ventre affiancati da dolore sordo pelvico e lombosacrale, da forte emicrania, nausea, vomito e da un senso prolungato si spossatezza fisica. In questi casi, si parla di una patologia femminile abbastanza diffusa che prende il nome di “mestruazione dolorosa o dismenorrea” e che solitamente, a causa dei sintomi prima citati, può interferire con le normali attività di una donna limitandole notevolmente.

Due forme: dismenorrea primaria e dismenorrea secondaria
La dismenorrea primaria ( fisiologica o primitiva), è una forma di mestruazione dolorosa caratterizzata da i sintomi prima descritti ma non è correlata a patologie di tipo ginecologico. I disagi sembrano dipendere solo dall’elevato rilascio di prostaglandine, sostanze ormono-simili, viste prima, che stimolano la muscolatura uterina provocando contrazioni accentuate e dolorose della stessa. Questo disturbo si manifesta qualche giorno prima delle mestruazioni ed interessa i primi giorni di ciclo; compare 6 mesi-1 anno dopo la prima mestruazione e sembra attenuarsi dopo una prima gravidanza.

La dismenorrea secondaria (organica) , a differenza della precedente, è contraddistinta da una manifestazione dolorosa molto più marcata che interessa quasi tutti i giorni del flusso mestruale. Questa forma di dismenorrea è invece collegata a patologie ginecologiche già esistenti (come endometriosi, cisti ovariche, fibromi uterini, infiammazioni pelviche, ecc) od anche a patologie non ginecologiche (come appendicite e infezioni urinarie). Compare di solito tra i 25-40 anni ed è meno diffusa della prima.
Quasi tutte le donne, durante le mestruazioni o nei giorni precedenti, accusano
Esistono trattamenti farmacologici specifici per entrambe le forme di dismenorrea. Molti medici intervengono sulla forma primaria con farmaci analgesici-antinfiammatori che vanno utilizzati appena compare la sintomatologia per inibire gli effetti dovuti alla liberazione di prostaglandine. Quando tale terapia non ha molta efficacia, alcuni ginecologici si orientano verso il trattamento ormonale, suggerendo l’utilizzo della pillola anticoncezionale; questa grazie alla sua azione inibitoria sul rilascio prostaglandinico, regolarizza il ciclo mestruale riducendone gli effetti dolorosi.
Per quanto riguarda la seconda forma di dismenorrea, lo specialista, dopo esami diagnostici accurati, indica il tipo di terapia farmacologica o chirurgica da adottare per curare la patologia ginecologica alla base del doloroso problema.
E’ chiaro che si ricorre ad approcci terapeutici simili quando la dismenorrea diventa una patologia estremamente severa ed invalidante per alcune donne, difficile da tenere sotto controllo con altri trattamenti.
Ma numerose ricerche sottolineano che questo disturbo può manifestarsi anche in una forma più lieve e che spesso fattori psicologici e ambientali possono influenzarlo. In questi casi non è richiesto necessariamente un trattamento farmacologico o chirurgico (come nella dismenorrea secondaria) ma è possibile attenuare la sintomatologia dolorosa premestruale e mestruale ricorrendo ad efficaci “rimedi naturali” , mantenendo uno stile di vita sano e prendendoci cura del nostro organismo.
Alleviamo i sintomi della dismenorrea con 3 rimedi naturali!

1) Curiamo l’alimentazione.
Prima di tutto privilegiamo un’alimentazione sana con un bassissimo contenuto di grassi animali. Scegliamo un dieta ricca di verdure, fibre e proteine di origine vegetale che riduce notevolmente i livelli ematici di estrogeni determinando un calo del dolore mestruale. Molti studi dimostrano che mantenendo i grassi animali a livelli minimi ed aumentando il consumo di alimenti vegetali, il fegato estrae gli estrogeni dal sangue e li invia nel tubo digerente dove le fibre li assorbiranno conducendoli all’intestino per eliminarli. Per questo motivo risulta utile consumare verdure, avena, orzo, legumi e frutta in quanto ricchi di fibre.
Benefici sono anche i prodotti a base di soia che contengono “fitoestrogeni”, ossia estrogeni vegetali che diminuiscono la capacità degli estrogeni naturali di legarsi ai loro recettori consentendo così una riduzione della sintomatologia mestruale.
Anche il magnesio ha un ruolo importante perché gestisce al meglio i crampi propri del ciclo; sarà quindi vantaggioso il consumo di banane, ortaggi, cereali e frutta secca per mantenere stabile il suo apporto.
Indispensabile è l’assunzione di vitamina B6, che agisce modulando la percezione del dolore, innalzando la soglia di resistenza allo stesso e stabilizzando i livelli ormonali di estrogeni.
E non dimentichiamoci di assumere calcio, ferro e vitamine D ed E fondamentali durante il ciclo così come l’apporto di acidi grassi omega-3, che contenuti in salmone, merluzzo e sgombro, riducono l’intensità dei crampi mestruali.
Ed infine evitiamo la ritenzione di liquidi, un notevole problema di questo periodo; per cui beviamo tanta acqua, un elemento essenziale per impedire la disidratazione dell’organismo e di conseguenza la ritenzione legata all’aumento di estrogeni e progesterone dall’ovulazione ai primi giorni del ciclo.
2) Aiutiamoci con le “piante medicinali”.
Grazie all’aiuto della natura possiamo alleviare i sintomi della dismenorrea ed affrontare meglio un ciclo mestruale doloroso. Tra le soluzioni più valide ritroviamo l’aromaterapia e quindi gli olii essenziali che, utilizzati durante il bagno, nei diffusori per ambienti, per massaggi o per impacchi, donano benessere fisico ed emotivo durante il ciclo. Ecco qui quelli più utilizzati:
- olio essenziale di camomilla romana (utilizzato nella sindrome premestruale, mantiene in equilibrio i livelli di estrogeni; grazie al suo contenuto in azulene è considerato un calmante naturale ed esercita azione spasmolitica sulla muscolatura uterina).
- olii essenziali di cipresso e patchouli (riducono efficacemente la ritenzione di liquidi: in particolare quello di cipresso è ideale per stemperare senso di agitazione e irritabilità tipico di questa fase).
- olii essenziali di bergamotto, ginepro,salvia officinalis (migliorano l’umore, donano una maggiore energia fisica e limitano un eventuale senso di demotivazione legato al ciclo).
- olio essenziale di lavanda (ideale per dolori mestruali, possiede azione calmante ed equilibra i livelli ormonali).
-olio essenziale di melissa officinalis (efficace per le sue proprietà antispasmodiche e sedative).
Anche la fitoterapia può rappresentare un valido aiuto in caso di dismenorrea. E’ dimostrato che alcune sostanze contenute in specifiche piante hanno effetti benefici sulla sindrome mestruale. Ad esempio un infuso di fiori d’assenzio, fiori di camomilla e foglie di menta porterà sollievo per dolori al basso ventre, crampi addominali e nausea; alcune gocce di tintura madre di artiglio del diavolo controlleranno dolore e tensione addominale; l’hamamelis virginiana verrà utilizzata come un ideale decongestionante pelvico; l’olio di enotera (Oenothera biennis) ricco di acido gamma-linolenico agirà come potente agente antinfiammatorio riducendo dolori mestruali e quel senso di malessere generale. Ed infine anche la calendula officinalis, potente antidismenorroico, utilizzato sotto forma di soluzione idroalcolica già prima del ciclo, avrà un effetto calmante.
3) Seguiamo una regolare attività fisica.
Diversi studi evidenziano come una regolare attività fisica sia fondamentale per combattere i dolori mestruali in quanto aumenta la produzione di endorfine utili per alleviare tale sintomatologia; praticare un’attività sportiva costante aiuta anche ad eliminare ansia e tensione ed allo stesso tempo aumenta i livelli di serotonina fondamentali per mantenere l’umore stabile.
Quindi pratichiamo jogging, una passeggiata veloce, una corsetta in bicicletta o del nuoto come utile esercizio fisico per ridurre i sintomi premestruali e donare regolarità al ciclo. In particolare contro spasmi e dolori mestruali, lo yoga risulta molto efficace. Questa disciplina dona sollievo durante le fasi di questo disturbo, aiuta a rilassare la muscolatura uterina e a ridurre la tensione addominale grazie all’incremento del flusso di sangue ai tessuti e ad un maggiore ossigenazione degli stessi.
Ottimi sono anche alcuni “rimedi della nonna” come massaggiare la zona addominale con impacchi caldi di olio di ricino quando il dolore è forte; oppure porre una borsa d’acqua calda sul basso addome per un’azione antidolorifica. Il calore infatti produce un maggior afflusso di sangue all’utero favorendo il rilassamento della sua muscolatura e la riduzione delle contrazioni.
In conclusione seguire tutte queste “indicazioni naturali” ci aiuterà a tenere sotto controllo la sintomatologia dolorosa della dismenorrea. Ma anche stavolta non trascuriamo lo stress che può influenzare la percezione del dolore. Quindi impariamo a gestire al meglio le tensioni emotive ed affidiamoci a tecniche di rilassamento per affrontare nel miglior modo possibile questo periodo doloroso per noi donne!

 

sabato 2 novembre 2013

Rimedi naturali e attenuazione delle rughe

<i>rimedi naturali contro le rughe</i>
Rimedi naturali contro le rughe
Le rughe sono determinate da una progressiva perdita della quantità di collagene, che determina una diminuzione dell'elasticità e della compattezza della pelle, la quale risulta più flaccida e cascante.

L'invecchiamento cellulare e dei tessuti è un normale iter che avviene con il trascorrere degli anni, in quanto cellule e tessuti perdono progressivamente le loro funzionalità e lasciano sulla pelle i caratteristici segni: le rughe.

Una delle cause di questo invecchiamento è l'alterazione delle strutture fibrose del derma (ad esempio collagene, elastina...) che regolano tono ed elasticità della cute;  altri fattori di invecchiamento sono quelli di genere esogeno: esposizione al sole, tipo di alimentazione, fumo, inquinamento, stile e ambiente di vita.

Alimenti consigliati rughe

Aglio, albicocca, arancia, carota, cavolo, ciliegia, cipolla, fragola, lievito di birra, limone, mandorla, mela, mirtillo, polline, prezzemolo, rosmarino, timo, uva.

Fitoterapia rughe

Eleutherococcus TM
20 gocce al giorno per 3-4 mesi (sospendere 10 giorni ogni mese).

Rosa canina 1DH Gemme
20 gocce al giorno per 3-4 mesi (sospendere 10 giorni ogni mese).