Visualizzazione post con etichetta obesità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta obesità. Mostra tutti i post

venerdì 29 novembre 2013

Pressione alta: meno sale e più potassio per combatterla


Pressione alta: meno sale e più potassio per combatterla  - EsseredonnaonlineMeno sale e più potassio. Sarebbe questa la formula vincente per migliorare la salute globale ed evitare milioni di morti ogni anno per ictus e infarto.
Come è ben noto la prevenzione parte spesso dalle abitudini alimentari; l’aumento dell’assunzione di potassio e allo stesso tempo la riduzione della quantità di sale nella dieta di tutti i giorni aiuterebbero a ridurre i livelli di pressione del sangue, riducendo anche il rischio di ictus.È la conclusione di un maxi-studio pubblicato sul British Journal da Graham MacGregor della Queen Mary University di Londra; la ricerca è l’analisi approfondita di molti studi condotti in passato sull’argomento ed ha preso in esame più di 128 mila partecipanti sani.
Da questo studio è risultato che ridurre il sale di qualche grammo, anche solo per 4 settimane, produce riduzioni significative della pressione del sangue nelle persone con pressione sanguigna alta o normale.Le analisi hanno inoltre dimostrato che anche un aumento dell’introito di potassio nella dieta è legato alla riduzione della pressione sanguigna e alla riduzione del rischio di ictus del 24%.
La simultanea riduzione di sale e aumento di potassio, quindi, amplificherebbe gli effetti protettivi anti-ictus abbassando la pressione del sangue ancora di più.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già pubblicato le sue prime linee guida al riguardo: ridurre il consumo di sale almeno a 5 grammi al giorno – oggi se ne consuma almeno il doppio, fissando l’obiettivo di 5-6 grammi al giorno a persona da raggiungere nel 2025 –  consumare almeno 4 grammi di potassio al dì.
Via libera quindi a frutta e verdura ricca di potassio, come ad esempio spinaci, banane, fagioli, kiwi, finocchi, carciofi ma anche albicocche, melone, cocomero, fichi, pesche ed ananas, cercando di consumarne qualche porzione in più al giorno.

Dieta vegetariana: i pro e i contro per la salute

Dieta vegetariana: i pro e i contro per la saluteDieta vegetariana, in che senso?Lo dice l’ultimo rapporto Eurispes: sono sempre di più nel Belpaese coloro che amano gli animali e scelgono di diventare vegetariani. Gli italiani che hanno bandito dalla propria tavola carne e in alcuni casi anche uova e latticini sono oggi il 6% della popolazione, non moltissimi, ma comunque in aumento di due punti percentuali rispetto all’anno scorso. Tra loro, anche volti noti del mondo scientifico e dello spettacolo, come Umberto Veronesi, vegetariano convinto, Margerita Hack, Jovanotti, Franco Battiato e Michelle Hunziker, per citarne alcuni. Ma cosa vuol dire, esattamente, essere vegetariani? Nell’immaginario comune, la dieta vegetariana è semplicemente quella priva di  carne, salumi, pesce e selvaggina, cioè di qualunque cibo che derivi dall’uccisione di un animale. In realtà, il concetto di vegetarianesimo è più ampio perché alla famiglia dei ‘veggie’ (così gli anglosassoni indicano i vegetariani) appartiene anche chiunque abbia deciso di rinunciare ad alcuni o tutti i prodotti di origine animale. Ci sono dunque gli ovo-latto-vegetariani, che non mangiano carne e pesce, ma si concedono uova e latticini, i latto-vegetariani, che eliminano anche le uova (ma non latte e derivati), gli ovo-vegetariani, che, al contrario, dicono no ai latticini, ma non alle uova, e, infine, i vegani, i più ‘rigorosi’, che si nutrono esclusivamente di alimenti vegetali, escludendo del tutto qualsiasi derivato animale, miele compreso.