“Non mi sento amato”; “Non mi sono mai sentito
amato”. Lo dicono in tanti e non intendiamo certo mettere in dubbio la
buona fede (e la frustrazione) di chi si sente così. Facciamoci però una
domanda: non potrebbe essere che il problema risieda non nel fatto di
essere amati da qualcuno, ma nella difficoltà di percepire questo amore,
di “avvertirlo”, di sentire che effettivamente c’è?
Troppe teorie, poca pratica
Alcuni, ad esempio, non si sentono amati perché loro per primi non si piacciono, e quando sentono il partner dirgli “ti amo” non si fidano. Altri sono radicalmente convinti che l’ amore prima o poi finisce e che quindi verranno lasciati, oppure hanno in mente un concetto di amore idealizzato, assoluto, senza problemi né incertezze, impraticabile nella vita quotidiana. Infine c’è chi non aspetta altro che cogliere nel comportamento del partner i segni del disamore, a conferma della sua triste teoria. Chi vive con la sensazione di non sentirsi amato dovrebbe innanzitutto rimettere a punto il proprio apparato di “ricezione sentimentale”, così da poter interpretare nel modo giusto i comportamenti del partner.
Troppe teorie, poca pratica
Alcuni, ad esempio, non si sentono amati perché loro per primi non si piacciono, e quando sentono il partner dirgli “ti amo” non si fidano. Altri sono radicalmente convinti che l’ amore prima o poi finisce e che quindi verranno lasciati, oppure hanno in mente un concetto di amore idealizzato, assoluto, senza problemi né incertezze, impraticabile nella vita quotidiana. Infine c’è chi non aspetta altro che cogliere nel comportamento del partner i segni del disamore, a conferma della sua triste teoria. Chi vive con la sensazione di non sentirsi amato dovrebbe innanzitutto rimettere a punto il proprio apparato di “ricezione sentimentale”, così da poter interpretare nel modo giusto i comportamenti del partner.
