martedì 26 novembre 2013

Il ruolo del riso integrale in una corretta alimentazione

Osserviamo il chicco di riso. All’interno contiene, come per altri cereali, sia frumento che orzo o altri, le mandorle farinose di amidi. Queste servono per fare la farina bianca comune. L’amido è necessario come carboidrato, per la combustione. Sarebbe sbagliato gettare l’amido e servirsi solamente degli strati esterni, perché al nostro organismo occorre, proprio nel giusto rapporto che l’amido sta con le altre sostanze contenute.
Non dobbiamo mai dimenticare che il rapporto, la ricetta, sono stati creati da un saggio Creatore, quale alimentazione per noi e per i nostri amici, gli animali. Oltre all’amido il chicco contiene la crusca, formata da strati di glutine, sali minerali e tracce di sostanze vitali; le ultime rivestono un ruolo importante, come è stato provato da ricerche scientifiche; sono elementi necessari in tracce minime, ma quantomai indispensabili all’organismo. Queste sostanze importanti sono dunque contenute negli strati esterni del chicco. Poi abbiamo anche il germe di riso, che è ricco di grassi, fosfati, protidi e vitamine pregiate, come la vitamina E. Il germe è molto importante per mantenere in buona funzione le nostre ghiandole genitali. Qualcuno potrebbe obiettare che, una cosa non è affatto necessaria, la cellulosa; questo strato esterno di protezione si potrebbe gettare via, tanto non è digeribile.
E’ vero che non è assimilabile, ma comunque la cuticola ha una funzione particolare sull’intestino; funge da spazzola massaggiatrice, ripulisce i villi intestinali e favorisce la peristalsi. Di queste funzioni è responsabile proprio la cellulosa. Se la gente si nutrisse in modo giusto e sano, con alimenti previsti dalla natura nel giusto rapporto di tutte le componenti vitali, avremmo anche una funzione intestinale normale e regolare. Quanto siano necessarie le parti esteriori del chicco di riso, della crusca e del germe, lo abbiamo potuto constatare in maniera drastica nei popoli orientali. Le nazioni che vivono prevalentemente di riso non hanno resistito alla tentazione del fratello bianco; hanno cominciato anche loro a brillare il riso, a mangiare riso bianco. Dilagò la malattia tanto temuta, detta Beri-Beri; la causa non venne identificata per lungo tempo, così che si adottarono numerosi medicamenti senza ottenere successo alcuno. Un medico coloniale, il dottor Eijkman, e altri scienziati alla ricerca, hanno poi constatato che negli strati esterni del chicco di riso, nella crusca, si trovava il medicamento adatto a curare la brutta malattia. Si venne così a sapere che Beri-Beri era una malattia da carenza, una avitaminosi.
Da noi la cosa si svolge in maniera meno drastica, perché abbiamo un’alimentazione più ricca e variata; la carenza da un lato viene in parte coperta da un altro alimento; ma solo in parte, perché anche da noi troviamo disturbi di equilibrio, di cui parleremo più avanti. Per i popoli orientali invece, questa malattia era diventata un incubo; dove si tornò all’alimentazione integrale, con riso completo, o somministrando complementi alimentari adatti, la Beri-Beri sparì a poco a poco. Non era dunque una malattia infettiva, come si supponeva, ma una malattia da carenza alimentare, di sostanze vitali indispensabili.
Queste esperienze dovrebbero invogliarci a tornare anche noi agli alimenti naturali, il riso intero, l’orzo intero, tutti i cereali allo stato integrale. E’ molto strano, direi un paradosso, che agli studenti si presenta un filmato o si fanno esperimenti che mostrano come i piccioni si ammalano se nutriti di solo riso bianco e come riprendono e risanano dopo aver ripreso il riso integrale; gli stessi studenti sono ciechi al risultato degli esperimenti, perché loro continuano a nutrirsi di riso bianco, privi di riflessione alcuna. A cosa serve tutto l’impegno e gli sforzi delle ricerche scientifiche, se poi non si tiene conto dei risultati, continuando a vivere e nutrirsi come prima.
Incredibile come si preferisca accettare svantaggi e malattie, piuttosto di cambiare il sistema abituale di alimentazione con quello sano e naturale. Ricordiamoci che il riso integrale contiene circa 10 volte più sostanze minerali del riso bianco, proprio quegli elementi assolutamente indispensabili al nostro organismo. Il riso integrale contiene sostanze adatte a mantenere a lungo elastiche le nostre arterie; gli asiatici che si nutrono di riso completo, raramente sono colpiti da arteriosclerosi, o soffrono di pressione alta. Il riso integrale si prepara come quello bianco, ma non si dovrebbe buttare via l’acqua; adoperare solo l’acqua in quantità tale che il riso la possa assorbire, poi cuocere aggiungendo solo l’acqua necessaria a finire la cottura perché risulti tenero e al dente. In questo modo non andranno perse sostanze importanti. Il riso si prepara in molti modi diversi, anche alla cinese o secondo ricette arabe.

Nessun commento:

Posta un commento